Capo dei vigili, esposto in procura «Illegittima la nomina di Palestini»

11 Febbraio 2020

Parte la denuncia dell’ex comandante di Milano Barbato tra gli esclusi dalla selezione del Comune «Il candidato scelto dal sindaco non ha i requisiti richiesti, sono stati violati leggi e regolamenti»

PESCARA. È partita la prima denuncia contro la nomina di Danilo Palestini come capo dei vigili urbani di Pescara. Ieri, come aveva già preannunciato nei giorni scorsi, l’ex comandante della polizia municipale di Milano Antonio Barbato ha presentato un esposto-denuncia alla procura della Repubblica di Pescara, alla Corte dei conti e all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), per segnalare presunte irregolarità commesse nella nomina, ancora non formalizzata con un atto ufficiale, di Palestini da parte del sindaco Carlo Masci.
Altri due candidati esclusi come Barbato, cioè i comandanti di Numana e Avezzano, Roberto Benigni e Luca Montanari, dovrebbero seguire a ruota il loro collega di Milano presentando anche loro degli esposti. Insomma, l’ondata di contestazioni per la selezione del nuovo capo dei vigili non si è fermata, nonostante Masci sia intervenuto sabato scorso per ribadire di essere sicuro al cento per cento del buon operato condotto dai suoi uffici nella selezione dei candidati e confermando dunque la scelta definitiva di Palestini.
«NORME VIOLATE». Ma nell’esposto di tre pagine, corredato di ben nove allegati e firmato da Barbato, si parla di nomina illegittima perché, a suo dire, sarebbero stati violati norme e regolamenti. Sono cinque le contestazioni segnalate alle autorità.
L’ex comandante parte dalla presunta violazione dei requisiti generali di ammissione previsti dal bando. «In particolare», si legge nell’esposto-denuncia, «dell’articolo 53, comma uno bis, del decreto legislativo 165/2001, poiché il candidato si presume che abbia dichiarato ai fini dell’ammissione, come da fac-simile di domanda, di “non rivestire e non aver rivestito negli ultimi due anni cariche in organizzazioni sindacali”, mentre era stato eletto nel 2015, a seguito delle elezioni tenutesi dal 3 al 5 marzo, nella Rsu del Comune di Pescara nella lista 4 Cisl-Fp. Incarico svolto fino al mese di aprile del 2018, quando si ricandidava nelle elezioni tenutesi nei giorni 17-19 aprile e nelle quali non risultava eletto».
L’elenco delle contestazioni prosegue. Secondo Barbato, sarebbe stato violato anche l’articolo 19 del decreto legislativo 33, del 2013, «in quanto la commissione giudicatrice non pubblicava i criteri di valutazione dei curricula, a seguito dei quali procedeva all’ammissione dei 13 candidati prescelti per il colloquio con il sindaco».
La terza irregolarità riguarderebbe il Codice di pari opportunità tra uomo e donna, ossia il decreto legislativo 198, del 2006. A detta di Barbato non sarebbe stato rispettato «in quanto per impedire la concorrenza interna a Danilo Palestini, è stata esclusa dalla selezione pubblica la candidata Donatella Di Persio, ufficiale di comprovata esperienza professionale, pari grado di Palestini e con la stessa anzianità nel grado».
Barbato indica, inoltre, «le violazioni» del decreto legislativo 165, del 2001, riguardante gli incarichi di funzioni dirigenziali, e dell’articolo 11 del Regolamento della polizia municipale. Quest’ultimo, fa notare Barbato, stabilisce che l’incarico può essere assegnato solo al personale che abbia svolto per almeno cinque anni le funzioni di comandante della polizia municipale. Requisito che, a detta del titolare dell’esposto, Palestini non avrebbe.
«VINCITORE GIÀ NOTO». Non è finita qui. L’ex comandante dei vigili di Milano sospetta che la scelta di Palestini sia stata fatta ancora prima del bando e che la selezione sia stata «una farsa». Secondo Barbato, prima della pubblicazione del bando, erano comparsi degli articoli di stampa che indicavano Palestini tra i favoriti per la nomina del nuovo comandante, scoraggiando così alcuni candidati a partecipare alla selezione e al successivo colloquio indetto dal sindaco. Tutto ciò ha portato Barbato a segnalare alle autorità il sospetto che la nomina di Palestini sia «illegittima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA