Cappelle in lacrime per l’addio a Pietro

13 Dicembre 2018

Il paese si stringe al dolore dei familiari del 23enne morto a Milano. I colleghi universitari: «Una persona eccezionale»

CAPPELLE SUL TAVO. C’erano bambini, ragazzi, adulti e anziani. C’erano i genitori, Mirella Di Michele e papà Silvio, la sorella Caterina, gli amici di sempre e quelli universitari. E c’era tutta Cappelle, una comunità intera riunita ieri davanti alla chiesa della Beata Vergine per dare l’ultimo saluto a Pietro Rapini, 23 anni, scomparso domenica a Milano - città in cui si era trasferito per studiare - quando un malore l’ha colto all’improvviso mentre era sulla sua Vespa.
I palloncini hanno simbolicamente accompagnato Pietro nel suo ultimo viaggio terreno, scortato da una lunga e silenziosa processione guidata dai genitori e dalla sorella, abbracciati, stretti, silenziosi, con lo sguardo perso nel vuoto. Le parole dei tre parroci, don Cristoforo, don Ezio e don Antonio, che hanno celebrato congiuntamente la messa, non bastano a colmare il vuoto lasciato da Pietro: «La vita terrena è solo un passaggio verso l’eternità», dice don Antonio, che conosce Pietro dai tempi del liceo scientifico di Montesilvano D’Ascanio, la scuola frequentata dai giovane. «Nessuno può sapere quando arriverà la chiamata del Signore, ma chi resta qui deve avere la forza di andare avanti». Ci sono il sindaco Maria Felicia Maiorano Picone e il presidente della Bcc Michele Borgia, l’istituto di credito in cui lavora la madre di Pietro e che ieri ha chiuso gli sportelli. Francesco, amico di vecchia data, legge qualche riga per ricordare il compagno di mille avventure, dalle gite in montagna alle giornate trascorse in compagnia. Poco più in là siedono i compagni di corso del Politecnico di Milano, dove Pietro studiava ingegneria aerospaziale, avendo già conseguito la laurea triennale. Sono una quindicina, tutti arrivati per dare l’ultimo saluto al caro amico: «Una persona eccezionale», dice Giovanni Russo. «Riusciva sempre a trovare la soluzione al problema, sia nello studio sia nella vita. Ci mancherà». Oggi avrebbe dovuto presentare un nuovo progetto. Lo farà ugualmente, continuando a guidare i suoi compagni da lassù.
Adriano De Stephanis