Caramanico punta sul nuovo piano del Parco Maiella

21 Marzo 2017

Domani mattina, nella sala Ciampa, sede operativa dell'ente Parco nazionale della Majella, alla Badia Morronese di Sulmona, sarà presentato l'aggiornamento del Piano del Parco, adottato a dicembre...

Domani mattina, nella sala Ciampa, sede operativa dell'ente Parco nazionale della Majella, alla Badia Morronese di Sulmona, sarà presentato l'aggiornamento del Piano del Parco, adottato a dicembre 2016. La giornata rappresenterà un momento di confronto con i portatori di interesse, ai quali il Parco ha inteso estendere l'invito. L'iniziativa arriva dalla presidenza, dalla direzione e dal consiglio direttivo del Parco. L'aggiornamento si è reso necessario perché gli elaborati tecnici del precedente Piano risalgono agli anni 1997- 99 (il Piano fu adottato poi nel 2009), ed è finalizzato a recepire gli stati di conoscenza attuali ottenuti dopo anni di monitoraggio ambientale e gestione patrimoniale-naturalistica. Il centro montano che potrà più avvantaggiarsi di questa nuova normativa di certo è Caramanico per avere interamente il suo territorio ricompreso entro i confini del Parco. «Il paese ha scommesso anni fa» spiega il sindaco, Simone Angelucci (foto), «sulla conservazione dell'ambiente: già nel 1971, con una delle prime riserve naturali nate in Italia, quella dell'Orfento, e poi con l'entrata del Parco. In questi anni, si è fatto molto per la conservazione della Natura e Caramanico» va avanti il sindaco «che è al centro dell'attenzione internazionale per la ricchezza di biodiversità delle sue terre, pubblicizzata anche da riviste internazionali. Fin qui tutto bene. Al contrario, c'è stato un eccesso di burocrazia che non è stata finalizzata all'obiettivo istituzionale dell'ente, ma ha provocato solo molti disagi ai cittadini. Il nuovo Piano unisce la vocazione di conservazione di questo territorio con il tentativo di dare opportunità a chi ha scelto di restare a vivere qui, che in passato si è scontrato con la realtà di una burocrazia che è stata un problema anche per gli enti locali subordinati». (w.te.)