Caramanico recupera la sua chiesa madre danneggiata dal sisma

27 Gennaio 2019

Ultimato il rifacimento della copertura che crollò nel 2017 sotto il peso della neve e le sollecitazioni del terremoto

CARAMANICO. È stato completato il lavoro di messa in sicurezza dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, la principale del paese, che ha visto il rifacimento della copertura, crollata sotto le sollecitazioni delle scosse sismiche del terremoto del gennaio 2017. Una struttura che in quel frangente era sottoposta anche a un gravoso carico di neve che arrivò a coprire il territorio con un manto di oltre 2 metri. Il crollo interessò parzialmente anche le volte interne con gravi lesioni anche alle strutture verticali. L'intervento è costato 268mila euro, somma pervenuta dal Centro operativo regionale Abruzzo ( Sisma Italia centrale 2016), erogata in tempi brevissimi per somma urgenza, poiché dopo il crollo le infiltrazioni di acqua piovana stavano interessando e danneggiando le altre strutture.
Quanto eseguito è considerato propedeutico al recupero complessivo della cattedrale che necessita di un diffuso restyling interno, intervento affidato a un responsabile del procedimento della Soprintendenza di Chieti, l’architetto Giuseppe Di Girolamo con un progetto iscritto nel programma triennale Mibact 2018-20, finanziato dal Cipe, per un importo di un milione 500 mila euro finalizzato a restituire, si spera al massimo in un paio di anni, la chiesa madre di Caramanico al suo splendore millenario.
«Il Comune», spiega il sindaco Simone Angelucci, «aveva dovuto interdire l’accesso alla Chiesa e dichiararne l'inagibilità. E considerato che, a seguito di ulteriori sopralluoghi, le condizioni del tetto in termini di instabilità, si erano aggravate, e anche a seguito del progressivo scioglimento della neve e della copiosa infiltrazione di acqua lungo le pareti della navata centrale, veniva emanata l’ordinanza sindacale con la quale si era disposta anche l’evacuazione delle abitazioni limitrofe».
La chiesa madre di Caramanico, uno dei più pregiati monumenti storici della vallata pescarese, menzionata già nel IX secolo, con elementi di pregio quali l'altare cinquecentesco dell’Assunta, e altre importanti opere sia scultoree che dipinte, ha accompagnato la formazione del Castrum di Caramanico, divenendo da allora punto di riferimento per la vita spirituale, culturale e civile.
«In stretta comunicazione con il dipartimento della Protezione civile regionale», riprende Angelucci, «nel mese di marzo scorso ho rivolto istanza al Soprintendente speciale unico per le zone dell’Italia centrale del Mibact, alla Regione Abruzzo e alla Curia arcivescovile di Chieti-Vasto, per agire in somma urgenza e provvedere alla copertura provvisionale della Chiesa con la massima sollecitudine. Ora la Chiesa è finalmente protetta. Devo ringraziare», conclude il sindaco, «il dipartimento della Protezione civile regionale per la disponibilità e l’assistenza, l’Ufficio tecnico comunale e le grandi capacità tecniche e organizzative del progettista e direttore dei lavori, il professor Carlo Lufrano, che si è dedicato senza risparmi di energie a questa opera di salvataggio».
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