Carenza idrica, la resa dei conti: in Consiglio parlano i cittadini

Oggi alle 16 la seduta voluta dalle opposizioni sulla crisi degli ultimi mesi e sulle prospettive future Presenti i vertici Aca. E il direttore tecnico Livello anticipa: «Stop alle chiusure da metà novembre»
PESCARA. Oggi pomeriggio alle 16 la seduta del consiglio comunale straordinaria e aperta per parlare dell’emergenza idrica che da mesi sta colpendo la città e non solo. Saranno presenti la presidente Aca Giovanna Brandelli e il direttore tecnico dell’azienda Lorenzo Livello, oltre al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.
Le opposizioni, che promettono di portare nella sala consiliare decine di cittadini e associazioni, sono pronte a fare la voce grossa con il sindaco Carlo Masci per la gestione dell’emergenza durante l’estate e per la mancanza di una programmazione in vista del 2025. «I cittadini ci hanno chiesto questo consiglio comunale straordinario», ha detto Simona Barba di Avs-Radici in Comune. «Dopo aver coinvolto i pescaresi con un volantinaggio nei mercati e nelle zone più popolose della città, abbiamo percepito tanta voglia di partecipare e intervenire. Ci saranno anche tante associazioni. Vogliamo affrontare la questione acqua non andando allo scontro con l’Aca, ma chiamando il Comune a prendersi le sue responsabilità. Serve un approccio a 360 gradi. Un piano per il presente, quindi per affrontare l’emergenza che tornerà nel 2025, e un altro a lungo termine, per non fare la fine della Sicilia, in cui l’attendismo della politica ha portato al disastro attuale». «La questione», ha chiuso la Barba, «è la gestione delle acque nel suo complesso. Il problema è mettere in moto le istituzioni, bisogna mettere a sistema tutte le realtà coinvolte».
L’Aca è pronta a rispondere ad amministratori e cittadini per fornire un quadro preciso della situazione. «Man mano che sono scesi i consumi, ci siamo rimessi un po' in linea, ma sempre partendo da una situazione di grave carenza», ha detto il direttore tecnico Livello. «Il quadro è migliorato: non servono più autobotti, ma eravamo arrivati ad una carenza di 350 litri al secondo sui 3mila disponibili, il dieci per cento, mentre oggi siamo a 220 litri al secondo. Nonostante il freddo e le piogge, le sorgenti continuano a scendere», ha aggiunto ancora Livello.
Le recenti piogge, anche violente, sulla costa, non hanno portato giovamento. «In montagna quasi nulla, solo poche gocce. Da Farindola a Pretoro, dove ci sono le nostre principali sorgenti, piove poco. La pioggia sulla costa fa solo danni alle fognature». Molti parlano di una crisi ancora più pesante di quella del 2021. «Siamo in linea con le chiusure del 2021, abbiamo lo stesso andamento. L’unica cosa che ci può salvare è che inizi a piovere sulla montagna e magari arrivi anche la neve in quota, soprattutto per avere riserva per la prossima estate. Nel frattempo, dobbiamo continuare a razionalizzare ed equilibrare la distribuzione su più Comuni per non gravare sempre sugli stessi. A Pescara, la zona più critica, come a Montesilvano, ci sono ancora difficoltà durante il giorno causate da cali di pressione generalizzati. Ma di notte, per chi ha un serbatoio, si accumula la ricarica per il giorno successivo». Occhio al meteo e gestione oculata, ma anche sguardo rivolto al futuro per ridurre la dispersione lungo le reti, causa di tanti attacchi e critiche all’Aca anche dal mondo politico: «Noi andiamo avanti con l’ingegneria delle reti nei sei Comuni metropolitani, utilizzando i fondi Pnrr. L’Aca sta facendo 40 milioni di interventi sulla rete. Con le apparecchiature di controllo delle reti otterremo la riduzione di pressione che ci permetterà di abbassare in modo deciso le perdite d’acqua. Un lavoro che terminerà entro dicembre 2025, ma noi contiamo di vedere i primi risultati già la prossima estate». Livello non azzarda previsioni, ma basandosi su dati scientifici, prova a dare una scadenza alla crisi idrica che va avanti da mesi: «Da quello che vediamo nei grafici, siamo una tacchetta sotto il 2021. Allora uscimmo dalle turnazioni a metà novembre. Se si verificasse la stessa condizione atmosferica di quell'anno, potremmo uscire a fine novembre. Se le piogge aumentassero, si potrebbero accorciare di qualche settimana i tempi. Ma ci arriveremo gradualmente, con la risalita dei livelli delle sorgenti». Quello che l’Aca oggi ricorderà nella sala del consiglio comunale di Pescara ad amministratori e cittadini è di «avere pazienza e fiducia: tutto migliorerà tra lavori e investimenti. Ma bisogna capire, tutti, che d’ora in poi bisogna consumare meno acqua. Sia d’estate che d’inverno».

