Caro-bollette, Chieti e L’Aquila in cima alla lista per luce e gas

Il freddo ritarda la discesa del costo del riscaldamento. Per l’elettricità se ne riparla ad aprile
PESCARA. Nel 2022 le famiglie abruzzesi con contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.379 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.428 euro per il gas (+57%). Complessivamente, quindi, tra luce e gas, lo scorso anno gli abruzzesi hanno sborsato, mediamente, 2.807 euro a famiglia (rispetto ai 1.570 euro del 2021), pari a 86 euro in più rispetto alla media nazionale che è stata di 2.893 euro. Ma questo non può consolarci.
IN CIMA ALLA LISTA.
In quali province si è speso di più? Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale (vedi la tabella accanto al titolo), al primo posto si posiziona Chieti, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.925 kWh che, considerando le tariffe di un anno fa in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.425 euro; seguono Pescara (1.395 euro, 2.863 kWh) e, a brevissima distanza, Teramo, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.391 euro per un consumo medio rilevato di 2.855 kWh. Chiude la classifica L’Aquila, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.608 kWh) e quindi la bolletta meno costosa (1.271 euro).
Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care dell’Abruzzo si posiziona però L’Aquila, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.186 smc per un costo complessivo di 1.518 euro. Valori inferiori alla media regionale per Teramo (1.380 euro, 1.079 smc) e Pescara (1.352 euro, 1.057 smc). Chiude la classifica Chieti, dove sono stati messi a budget per il gas 1.338 euro (1.046 smc). L’indagine è stata condotta da Facile.it.
SEGNALI POSITIVI.
Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare. Sulle previsioni per le prossime bollette del gas incidono infatti le buone notizie che arrivano dai mercati all’ingrosso. Il prezzo sulle piattaforme di contrattazione, sia europee (Ttf di Amsterdam) sia italiane (il Psv), sembra ormai aver imboccato una parabola discendente, o quantomeno ben lontana dai picchi della scorsa estate o anche semplicemente del mese di dicembre.
GAS: IL PREZZO SCENDE.
Secondo l’analisi svolta da Altroconsumo, la riduzione alla fine di gennaio sulle bollette del gas (facendo riferimento al costo della materia prima) è stata di oltre il 35% rispetto a dicembre, con un prezzo finale applicato all'utenza domestica vicino a 0,75 euro al metro cubo. Per febbraio, invece, tenuto conto del freddo crescente degli ultimi giorni (e quindi di una domanda più alta), si può prevedere un calo più contenuto del costo della bolletta. I calcoli (riportati nella tabella a sinistra) sono infatti meno confortanti del previsto, nonostante l'applicazione dell’Iva agevolata al 5% e gli oneri di sistema in negativo (cioè voci che riducono l'importo della bolletta) voluti dalle norme salva-bolletta del Governo.
AVANTI PIANO.
Si va quindi da 53 euro in meno (rispetto a novembre-dicembre) per appartamenti più piccoli (50 mq), fino a una bolletta più leggera di circa 120 euro per un appartamento di 120 mq. E intorno agli 80 euro in meno nella bolletta di gennaio-febbraio per chi vive in un appartamento di 90 mq.
La riduzione stimata delle bollette, in questo momento, sembra essere tra il 13% e il 15%, a seconda del profilo di consumo. Si tratta di percentuali lontane da quelle stimate sulla base della sola materia prima (-35%).
L’analisi finale dunque è che sebbene a novembre abbiamo avuto prezzi molto alti, il clima ha aiutato parecchio, generando una contrazione dei consumi di gas che ha fatto da contraltare ai costi della materia prima. Purtroppo le stime di febbraio non consentono di applicare la stessa logica a causa del freddo di questa prima parte del mese.
IL PRIMO DI APRILE.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, il Sole 24 Ore riferisce che continua il calo dei prezzi, anche se gli effetti si faranno sentire solo tra non meno di cinquanta giorni, al prossimo adeguamento trimestrale di Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.
L’ultimo adeguamento di Arera, rilevato a fine dicembre, già certificava una discesa del prezzo finale dell’energia elettrica del 19,5% rispetto a fine settembre 2022, a 53,1 centesimi di euro al kWh, comprensivo delle imposte. Secondo Nomisma Energia la tariffa elettrica dal primo aprile e per tutto il secondo trimestre del 2023 si assesterà infatti al prezzo di 42,1 centesimi al kWh: 11 centesimi in meno rispetto al valore del primo gennaio scorso, con un calo del 21% e una variazione di spesa annua per una famiglia media che consuma 2.700 kWh pari 297,8 euro in meno.
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