Caro bollette, ristoratori in crisi «Aumenti alle stelle, ora basta»

28 Agosto 2022

I titolari dei locali di Penne, Villa Celiera e Farindola denunciano tariffe raddoppiate di luce e gas «Paghiamo fatture di 1.200-1.300 euro per l’energia elettrica, così non possiamo reggere a lungo»

PENNE. L'estate 2022 volge oramai al termine e per i ristoratori dell'area vestina è tempo di bilanci. I clienti un po’ ovunque non sono mancati, ma a fine mese gli incassi bastano nella maggior parte dei casi solo per pagare le spese. Insomma, per i ristoratori vestini il periodo è più che nero. Tutti, chi più chi meno, sono stati costretti a fare i conti con un rincaro fortissimo del prezzo delle forniture di energia, unito a quello delle materie prime.
Da Penne a Farindola, passando per Villa Celiera, sono tanti i ristoratori che hanno riscontrato tra l'estate 2021 e l'estate 2022 un aumento smisurato di bollette e costi delle materie prime. «Nonostante si stia lavorando tanto il periodo è davvero difficile», spiega Luigi Labbro Francia, titolare del ristorante pizzeria Ex Officine di Penne. «Rispetto allo scorso anno adesso facciamo i conti con aumenti dell'energia elettrica che si sono triplicati. Da 400 euro circa siamo arrivati intorno 1.200-1.300 euro». «Non vanno trascurati nemmeno gli aumenti della maggior parte delle materie prime e degli imballaggi, che viaggiano intorno ad un più 50% rispetto allo scorso anno, mentre per l'olio di girasole i rincari hanno superato il 100%», conclude il titolare di Ex Officine. Anche nei piccoli centri dell'alta zona vestina la situazione è abbastanza complicata.
«Le piccole attività come la mia credo che non riusciranno a reggere queste bollette bomba», dice Alessandra Gattini, titolare della storica trattoria Nonno Liborio di Villa Celiera. «Fino a 2 anni fa avevamo un consumo molto regolare. Ogni due mesi la bolletta della luce si aggirava attorno ai 600/700 euro. Quest'anno siamo a quota 1.500 euro. Adesso dovrebbe arrivare ancora un aumento, così diventa davvero dura. Io fortunatamente ho un locale di proprietà, mi metto però nei panni di chi purtroppo paga anche l'affitto, credo che la situazione sia davvero insostenibile. Per questo inverno sarà davvero dura aprire per pochi commensali, perché riscaldare un locale per poche persone inciderebbe troppo sul prezzo finale».
«Quasi sicuramente», conclude Alessandra Gattini, «saremo costretti ad aprire solo nei week-end, quando c'è più gente, in modo da non alzare i prezzi delle pietanze». Anche Lu Strego, a Farindola, ha riscontrato le stesse problematiche. La bolletta della luce è schizzata in modo esorbitante rispetto allo scorso anno. «Siamo passati dal pagare 900 euro a luglio 2021 a 1.995 euro lo scorso luglio. In questo modo è davvero difficile», spiega il titolare Franco Marzola.