Caro energia in asili e scuole «Termosifoni accesi a 18 gradi»

3 Settembre 2022

I costi di gas e luce alle stelle: il sindaco prevede un rialzo delle bollette da 210mila a 450mila euro «Siamo costretti a prendere contromisure rispetto all’impennata dei prezzi, eviteremo gli sprechi»

FRANCAVILLA. Francavilla si prepara ad affrontare l’inverno con il macigno del rincaro delle bollette, che soprattutto per quel che riguarda il consumo del gas rischia di produrre un aumento dei costi fino al 60%. Se infatti sul fronte energia elettrica, grazie a un contratto stipulato con Consip gli edifici comunali dovrebbero tutto sommato riuscire a tenere botta, non si può dire altrettanto sul fronte del gas e quindi del riscaldamento. L’impennata del prezzo della materia prima farà schizzare alle stelle i costi per i consumi, tanto che in base a una prima stima si conta che per andare a riscaldare i 33 edifici comunali, articolati tra municipio, uffici, scuole e impianti sportivi, la spesa potrebbe passare dai 210mila euro dello scorso anno ai 450mila calcolati per quello in corso. Un problema non da poco, presente a Francavilla così come negli altri centri e in tutto il Paese, che costringerà gli amministratori a delle scelte drastiche ma indispensabili per tenere sotto controllo anche il bilancio.
Per provare a contrastare i prezzi alle stelle di questi mesi la linea che sta prendendo piedi in questi giorni è quella di andare a ridurre la temperatura del riscaldamento di un paio di gradi durante i mesi invernali, passando dagli attuali 20 ai 18. Esclusa, almeno fin qui, l’altra ipotesi al vaglio, vale a dire quella della riduzione dell’orario di lavoro. Altro capitolo è quello che riguarda le scuole, che il 9 settembre, su decisione delle due dirigenti Daniela Bianco della Michetti e Gabriella Di Mascio della Masci, torneranno ad accogliere gli studenti sui banchi, con tre giorni di anticipo rispetto a buona parte del resto della Regione. La riduzione della temperatura del riscaldamento riguarderà anche i 14 plessi scolastici presenti sul territorio, che tendenzialmente mantengono i termosifoni accesi dalla fine di ottobre fino a inizio aprile.
A fare il punto sul problema del caro bollette ci pensa il sindaco di Francavilla Luisa Russo che dice: «È un pensiero che riguarda tutti, sia noi intesi come amministrazione, sia i privati cittadini che vivono nelle loro case. Non sarà facile riuscire a gestire tutti gli edifici comunali, tra quelli istituzionali, le scuole e i centri sportivi, ma è chiaro che occorre prendere qualche contromisura rispetto all’impennata dei prezzi». Quindi il primo cittadino dice: «Una delle soluzioni può essere senz’altro quella che porta a un abbassamento di un paio di gradi della temperatura del riscaldamento in tutti gli edifici pubblici. Poi bisogna evitare al massimo gli sprechi, in modo da non prestare il fianco a una situazione già estremamente difficile». Esclusa, almeno fin qui, l’idea di una riduzione degli orari di lavoro.
Il sindaco poi si rivolge anche ai cittadini: «Questi comportamenti dobbiamo metterli in pratica noi amministratori, ma anche la popolazione all’interno delle private abitazioni. Tutti insieme dobbiamo fare la nostra parte per riuscire ad affrontare questa difficile situazione, in attesa che arrivino degli aiuti da parte del governo in misura maggiore rispetto a quanto fatto fino a questo momento».