Caro gasolio L’impegno del prefetto con la marineria
PESCARA. Nella marineria pescarese la tensione sale. Più passano i giorni e più la situazione si fa difficile, e con gli attuali prezzi del gasolio, di tornare in mare non se ne parla. «Lavorare in...
PESCARA. Nella marineria pescarese la tensione sale. Più passano i giorni e più la situazione si fa difficile, e con gli attuali prezzi del gasolio, di tornare in mare non se ne parla. «Lavorare in queste condizioni porta solo alla morte», dice il presidente dell’associazione Armatori Pescara Francesco Scordella, che ieri mattina ha avuto un incontro con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo a cui ha chiesto di farsi portavoce con le istituzioni nazionali delle difficoltà del settore, sollecitando l’attivazione di un tavolo ministeriale per trovare delle soluzioni. Stessa richiesta era stata avanzata, giovedì, da Scordella e dai rappresentanti delle marinerie di Marche e Abruzzo al prefetto di Ancona, dopo la protesta al porto a cui hanno preso parte più di 200 pescatori.
«Dalla marineria», spiega il prefetto Di Vincenzo, «mi sono state espresse le difficoltà legate al caro gasolio. Ho già segnalato a Roma le richieste».
Nel pomeriggio Scordella è partito alla volta di Cesenatico per un confronto con le altre marinerie. Forte è il timore che qualcuno, come già avvenuto, torni in mare prima di aver ricevuto delle risposte.

