Caro mense, cresce la protesta Il caso in consiglio comunale

Seduta della commissione Controllo con i genitori dei bambini che usufruiscono del servizio refezione «Le spese raddoppiano, molte famiglie rinunceranno al tempo pieno perché non possono pagare»
PESCARA. La protesta per il caro mense arriva in consiglio comunale. L’opposizione chiederà la convocazione di una seduta straordinaria dell’assemblea civica per affrontare il caso dell’aumento delle tariffe, in vigore dal prossimo gennaio, che si trasformerà in una stangata per molte famiglie. E ieri mattina la questione è stata affrontata di nuovo dalla commissione Controllo e garanzia, presieduta da Piero Giampietro, che è anche capogruppo del Pd. Presente alla riunione una folta rappresentanza di genitori dei bambini che usufruiscono del servizio di refezione scolastica del Comune. Assente, invece, l’assessore all’istruzione Gianni Santilli, nonostante fosse stato invitato all’incontro.
«Le tariffe sono state raddoppiate», hanno detto le mamme e i papà, «molte famiglie saranno costrette a rinunciare al tempo pieno perché non possono pagare cifre così alte». Dunque, le modifiche apportate dall’assessore ad alcune tariffe, con l’introduzione di ulteriori sconti per alcune fasce di reddito Isee, non hanno fermato la protesta scoppiata nel settembre scorso, quando il Comune ha presentato il piano con i nuovi prezzi da applicare da gennaio 2024.
«Siamo estremamente delusi», ha detto anche sabato scorso Roberta Aquilani, portavoce dei genitori, «pensavamo che la commissione, riunita a settembre, avesse fatto comprendere ai nostri amministratori che le tariffe avranno un impatto pesante sulle famiglie. Le misure che sono state prese sono insufficienti e inaccettabili, è cambiato veramente molto poco». «Una famiglia media con un bambino e un reddito Isee intorno ai 20.000 euro, ossia 45mila euro lordi l’anno», ha osservato, «spende annualmente con le attuali tariffe 660 euro. Con l’aumento da gennaio passerà a 1.100 euro all’anno. Se si ha un secondo o terzo figlio la spesa verrà duplicata o triplicata. Come fa una famiglia con un Isee di 22.000 euro a poter sostenere una spesa di 3.200-3.300 euro all’anno? Questo avrà un impatto importante e moltissime famiglie saranno costrette a rinunciare al tempo pieno. Così, le donne dovranno rinunciare alla carriera o al lavoro, ancora peggio per i bambini con un solo genitore».
Duro anche il commento del presidente della commissione. «La giunta di centrodestra», ha affermato Giampietro, «ha approvato a sorpresa la delibera che ha reso le mense pescaresi tra le più care d’Italia, ha disertato il confronto in commissione con i genitori e convocato le associazioni dei consumatori solo dopo aver approvato l’atto. Non c’è alternativa alla richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del consiglio comunale».
«La giunta», ha fatto presente Giampietro, «ha deciso di approvare in fretta e furia una delibera che risponde in maniera assolutamente insufficiente alle richieste dei genitori. I quali sono arrivati in commissione con studi e analisi comparative che dimostrano che Pescara diventa una delle città più care d’Italia. Specialmente perché nelle scuole pubbliche del resto d’Italia le famiglie cui si chiede di pagare il 100 per cento della tariffa per i pasti sono le più ricche, quelle con reddito Isee di oltre 35-40.000 euro».
«Le famiglie pescaresi», ha concluso il presidente, «sono deluse dall’atteggiamento della giunta Masci e preoccupate per l’esplosione dei costi a partire da gennaio, con aumenti che interesseranno tutti gli utenti e rischi per il tempo pieno, attività pomeridiane e post scuola. Chi oggi paga 1,85 euro a pasto, a gennaio potrà arrivare a pagare quasi 3 euro. Chi oggi paga 3,71 euro, arriverà a pagare anche 6 euro».
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