Caro mense, si riapre lo scontro E ora la maggioranza si divide

20 Novembre 2023

Il presidente della commissione Istruzione Rapposelli: «Tariffe troppo alte, la giunta deve ridurle» Intanto il centrosinistra si prepara per il consiglio del 29 novembre, saranno presenti i genitori

PESCARA . Si riapre lo scontro sul caro mense scolastiche in vista del consiglio comunale straordinario convocato per il 29 novembre. La rimodulazione delle tariffe effettuata dall’assessore all’istruzione Gianni Santilli nelle settimane scorse non ha soddisfatto il centrosinistra e nemmeno i genitori. Ma ora emergono perplessità anche all’interno della maggioranza.
Venerdì scorso, il presidente della commissione Pubblica istruzione Fabrizio Rapposelli, al termine della seduta, ha criticato la scelta dell’amministrazione comunale di aumentare le tariffe che entreranno in vigore dal prossimo 8 gennaio, quando cioè prenderà la gestione della refezione la nuova ditta, la Elior. «Non vedo l’ora di assistere a questo consiglio comunale», ha detto Rapposelli, «questo aumento non può gravare sulle famiglie. Io ritengo che il Comune debba contribuire alla spesa dei pasti e quindi ridurre le tariffe. Tuttavia, non deve scemare la qualità del cibo che deve essere alta, ma io sono sempre stato favorevole a una contribuzione da parte del Comune per sgravare la spesa a carico delle famiglie».
Intanto il centrosinistra è tornato alla carica. «Sulle mense scolastiche il centrodestra, senza alcuna distinzione, sta rivelando il suo vero volto», ha affermato il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «scaricare sui genitori che lavorano, anche con stipendi medio-bassi ed un mutuo da pagare, tariffe fino a 6 euro per ogni pasto, vuol dire aver perso completamente il contatto con la realtà. Anche perché parliamo di pasti per bambini di 3 anni e per migliaia di bambini iscritti alla scuola dell’obbligo i cui genitori hanno scelto il tempo pieno per ragioni organizzative, educative e familiari, non per un capriccio. Masci e la sua giunta tornino indietro, e ripristinino una giusta contribuzione pubblica per contenere gli aumenti, contribuzione che c’è sempre stata e che per la prima volta da anni verrebbe eliminata per un capriccio della politica di centrodestra».
«Abbiamo chiesto che in consiglio comunale possano intervenire anche i rappresentanti del comitato dei genitori, la commissione mense, le associazioni dei consumatori, i sindacati degli addetti alla mensa», ha aggiunto, «la partita riguarda tutti. Perché evidentemente ci sono esponenti del centrodestra pescarese che preferiscono che le donne restino a casa ad accudire i figli, piuttosto che realizzarsi e contribuire al benessere della comunità. Noi faremo di tutto per evitare il salasso sulle famiglie, che rischia di ripercuotersi sulla scuola pubblica pescarese in maniera pesante come mai prima d’ora».