Carola Profeta: stop al rito abbreviato per gli omicidi
PESCARA. «Ennesima sentenza con il rito abbreviato a 30 anni». Non ci sta Carola Profeta, presidente dell’associazione regionale “Noi per la famiglia”. Il verdetto del Tribunale di Chieti, che...
PESCARA. «Ennesima sentenza con il rito abbreviato a 30 anni». Non ci sta Carola Profeta, presidente dell’associazione regionale “Noi per la famiglia”. Il verdetto del Tribunale di Chieti, che mercoledì ha condannato Giovanni Iacone per l’omicidio di Monia Di Domenico, uccisa a Francavilla l’11 gennaio del 2017, perché era andata a riscuotere l’affitto del suo appartamento dall’inquilino moroso, che si è poi trasformato nel suo carnefice. Colpita diverse volte alla testa con una pietra e poi finita con un taglio netto alla gola, avvolta in un lenzuolo e trascinata in uno sgabuzzino della palazzina dove viveva. Era stata chiesta la perizia psichiatrica ma è stato dichiarato capace di intendere e volere. «E ci mancherebbe», commenta la Profeta, «uno che uccide in questo modo una donna, con quella ferocia possibile, solo e proprio perché Monia era una donna. Che prova a occultare il cadavere e lo trascina per le scale, fino a portarlo in una soffitta del palazzo. Non è un raptus. La sentenza a 30 anni di reclusione», prosegue la portavoce del comitato “Noi per la famiglia”, «è il massimo per chi commette un omicidio ma si avvale del rito abbreviato, a un mese dalla stessa condanna per l’assassino di Jennifer Sterlecchini».
Profeta annuncia che continuerà la battaglia dell’associazione per la raccolta delle firme che mira a eliminare il rito abbreviato per i crimini violenti. «Quando cominceremo a sentire nelle sentenze anche la pena all’ergastolo» chiosa la Profeta, «sarà questo il primo deterrente per prevenire altri crimini cosi feroci. Ci vuole certezza del diritto per dare un po’ di giustizia alle vittime e alle famiglie. Noi saremo sempre dalla parte delle vittime, delle loro famiglie, e di quei partiti che vorranno prendersi l’impegno di far approvare questa legge».

