Cartelle annullate, si cerca l’accordo per fermare i rincari

16 Aprile 2023

Consorzio di bonifica Centro e Regione pronti a tagliare le tariffe Sospiri: sì ai lavori per abbassare i costi della corrente elettrica

MONTESILVANO. Il Consorzio di bonifica Centro e la Regione Abruzzo pronti a tagliare le bollette ai produttori di vino e olio e agli agricoltori. Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri dopo la sentenza del Tar di Pescara che ha bocciato gli aumenti delle tariffe – più 70% sulla contribuzione extra agricola e più 20% su quella agricola – decisi dal Consorzio per ripianare i debiti. «Non è pensabile che il Consorzio debba perseguire l’obiettivo del pareggio di bilancio avvalendosi dei soli contributi dei privati proprietari consorziati agricoli ed extra-agricoli», dice la sentenza.
CARTELLE ANNULLATE A fare ricorso erano state le aziende agricole Valentini, Delfico, Luigi e Gaetano Imperato e Società agricola semplice per cartelle di pagamento, da 10,21 fino a oltre 10mila euro, riguardanti terreni a Montesilvano, Cappelle sul Tavo, Collecorvino e Loreto Aprutino. «Il pronunciamento del Tar sulle tariffe del Consorzio è perfettamente in linea con la politica economica attivata dalla Regione in favore di una riduzione degli esborsi a carico dei privati e, soprattutto, anche dal Consorzio stesso che comunque», assicura Sospiri, «aveva già messo in piedi le condizioni per procedere con il taglio delle bollette. Il Tar ha semplicemente sollevato il problema della distribuzione di quegli aumenti tra i contribuenti, ma ovviamente sia la Regione che il Consorzio sono assolutamente in favore della riduzione delle tariffe».
CARO BOLLETTE? Sospiri premette che i rincari «seppur quando sono necessari, comunque non li condividiamo, ma va ricordato che sono stati determinati, a suo tempo, da fattori esterni oggettivi, a partire dal caro energia». La delibera annullata è la 32 del 2021 e il Tar, sul caro energia, dice che «non è chiarito per quale parte l’incremento del costo dell’energia elettrica abbia inciso sulle spese del Consorzio relative agli impianti di irrigazione». Inoltre, la sentenza dice anche che «nei bilanci di previsione 2020 e 2021 risultano invariate le somme relative alla fornitura di energia elettrica incrementate solo nel 2022 mentre la delibera risale al 2021».
PIANO DELLA REGIONE Sospiri annuncia investimenti per abbattere i costi: «Per contenere tale fattore il Consorzio ha già fatto un bando di gara per 4 milioni e mezzo di euro di investimenti per la realizzazione di 4 centrali idroelettriche, o meglio il rifacimento di 3 già esistenti e la costruzione ex novo di un quarto impianto, quattro stazioni che garantiranno al Consorzio un netto taglio dei costi che inevitabilmente si riverserà sulle bollette. Poi un secondo bando per 2 milioni di euro di investimento per la realizzazione di 25 nuove stazioni di sollevamento, di cui 17 ex novo. In terzo luogo», continua, «gli investimenti sulla depurazione, una voce che oggi incide sulle bollette, con l’obiettivo di ottimizzare il processo, innanzitutto allungando l’orario di attività degli impianti, passando da un turno unico odierno, dalle 8 alle 14, all’istituzione del secondo turno pomeridiano, dalle 14 alle 20. Tale intervento permetterà di passare dagli 87mila metri cubi di acqua trattata oggi ogni anno a 174mila metri cubi, per un impianto autorizzato a trattare sino a 220mila metri cubi l’anno, con incassi finanziari concreti».
TRATTATIVA FALLITA Sospiri rivela di una trattativa tra soci e Consorzio finita però senza accordo: «Tutti stavamo lavorando per studiare ed elaborare una riduzione delle tariffe, gli stessi legali dei privati promotori di un ricorso al Tar e del Consorzio si erano incontrati per una composizione bonaria in virtù della politica virtuosa attivata, composizione poi congelata per le perplessità di uno dei privati e per rispetto all’azione giudiziaria comunque portata avanti dal Tar, che ora si è espresso affermando che quell’aumento andava spalmato in modo diverso, su più soggetti, individuando una diversa distribuzione del canone, non gravando esclusivamente sui proprietari consortili». (p.l.)