Carulli, l’autopsia a Roma Il sindaco: «Un fatto grave è giusto fare chiarezza»

Luisa Russo, indagata come atto dovuto con altri quattro, ricorda il capo operaio: Giancarlo amava il suo lavoro e lo svolgeva con attenzione, siamo tutti addolorati
FRANCAVILLA. Un grande dolore. E tante domande, le stesse a cui dovrà rispondere l’inchiesta della procura della Repubblica di Chieti. La morte di Giancarlo Carulli, il capo operaio del Comune di Francavilla rimasto folgorato mentre lavorava, ha creato uno squarcio. Nessuno, fino al 5 agosto, avrebbe mai immaginato una tragedia del genere, a partire dagli amministratori e dal personale del Comune che ora lo piangono, come collega e come uomo, uniti al dolore della moglie Carla e delle figlie, Amelia e Francesca.
Carulli, 64 anni, era l’emblema dell’operosità, essendo sempre «molto presente», dice il sindaco Luisa Russo, e spendeva le sue energie non solo quando si trattava di lavoro ma anche quando c’era da mettersi in moto per la sua Francavilla. «Amava il suo lavoro, che svolgeva con attenzione, e amava la città. C’era sempre, come dipendente del Comune ma anche come persona che viveva il territorio», e infatti partecipava alle iniziative promosse dalle associazioni, a partire da Viviamo San Franco, di cui faceva parte.
Era uno dei primi a cominciare a lavorare, in Comune, e anche sabato scorso si è messo all’opera prestissimo, per bloccare un cavo dell’illuminazione che si era spostato, in via Antonella D’Aquino, ma attorno alle 7.30, mentre era sul cestello che lui stesso manovrava, è rimasto folgorato. Ha toccato un filo della media tensione e ha riportato ustioni sul 90% del corpo. Condizioni gravissime, le sue, tant’è che è stato trasportato dopo poche ore al Sant’Eugenio di Roma, dove è deceduto la notte tra mercoledì e giovedì.
Per la sua morte sono indagate cinque persone e cioè il sindaco Russo, il vice sindaco Wiliams Marinelli, i dirigenti del Comune Roberto Olivieri e Maurizio Basile e il responsabile esterno della sicurezza del Comune Gianni Corradetti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. «Un atto dovuto alla luce della riforma Cartabia», sottolinea il sindaco, «ed è giusto che si indaghi, essendo un fatto grave. La magistratura verificherà», aggiunge il primo cittadino.
Impossibile dire come siano andate le cose una settimana fa, anzi «gli interrogativi ce li poniamo tutti, ma non ho risposte e non credo di aver nulla da rimproverarmi», fa presente Russo che sabato mattina ha raggiunto immediatamente via D’Aquino, nella zona Foro, subito dopo l’infortunio sul lavoro. Di certo c’è «il dolore, il dispiacere, che sono forti e prevalgono su tutto. Stiamo pensando a un modo per ricordare Giancarlo, in futuro, perché merita di essere ricordato» ma è presto perché si attende ancora che venga effettuata l’autopsia, a Roma, che è stata disposta ieri dal pm Giancarlo Ciani e affidata a un medico legale di Tor Vergata. Finiti gli accertamenti potrà avvenire il rientro della salma a Francavilla, per i funerali, nei prossimi giorni.
Impossibile non pensare alla assenza di Carulli, ora. «Arrivando in municipio era una delle prime persone che incontravo la mattina», dice sempre il sindaco che ricorda l’operaio capo, «il suo sorriso, la sua personalità forte» e quel modo che aveva di chiamarla «boss, proprio come faceva anche con il mio predecessore, Antonio Luciani». Col pensiero Russo rivede l’operaio capo «nel suo magazzino, in garage», già all’opera di prima mattina. «Un magazzino che teneva molto in ordine, e d’altronde era una persona curata, che teneva alla pulizia. E aveva premura che tutti rispettassero il suo ordine incredibile», prosegue Russo sottolineando che Carulli «aveva tutto sotto controllo».
«Aveva un legame forte con la famiglia», conclude il primo cittadino, in contatto diretto con la moglie di Carulli. «Sono vicina al loro dolore, e saremo al loro fianco giorno dopo giorno, affrontando quotidianamente i problemi».
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