Casa di riposo, anziani sistemati Salvati tutti i posti di lavoro

Città Sant’Angelo, finisce nel migliore dei modi la vertenza che coinvolge la Fraternità Magistrale I sindacati: «Alcuni lavoratori già ricollocati nell’ex Ariminium, altri saranno riassunti dalla Ares»
CITTA’ SANT’ANGELO. Si è conclusa nel migliore dei modi la complessa vicenda della struttura Fraternità Magistrale di Città Sant’Angelo, che nell’ultimo mese ha tenuto con il fiato sospeso lavoratori e parenti degli anziani residenti.
La casa di riposo, che accoglieva 62 ospiti (molti dei quali non autosufficienti) e dava lavoro a tempo indeterminato a 15 persone, di proprietà di una Fondazione presieduta dal vescovo Tommaso Valentinetti, ha ormai chiuso i battenti a causa di una serie di criticità strutturali che non la rendevano a norma e di una pesante morosità da parte della gestione. Ma, nonostante i disagi e le preoccupazioni iniziali, tutti i problemi sono stati risolti, dal momento che gli anziani sono stati tutti trasferiti in altre strutture e il personale sarà presto ricollocato.
Una vittoria per Massimo Di Giovanni della Fp Cgil che nelle ultime settimane, insieme a Francesco Marcucci della Uilp, ha seguito da vicino le sorti dei dipendenti portando la questione anche sul tavolo della Prefettura. «Dopo il primo importante incontro dal Prefetto, ne è seguito il 4 febbraio uno nella sede dell’Ispettorato, il 9 febbraio uno in Comune a Città Sant’Angelo e, infine, mercoledì c’è stato l’esame congiunto nella stessa struttura, ormai vuota», riferisce. «C’è stata una procedura di licenziamento collettivo, quindi per il momento i dipendenti prenderanno la disoccupazione, ma la Ares si è impegnata a ricollocare 8/9 unità, mentre Villa Lino Felicioni, l’ex hotel Ariminum di Montesilvano diventato ora una residenza assistenziale che ha accolto 23 ospiti, assumerà subito 3/4 lavoratori e si è impegnata ad inserirne altri 2/3 entro tre mesi».
Tutti i 13 posti di lavoro a tempo indeterminato, quindi, sono salvi mentre gli altri 15 dipendenti che prestavano servizio nella struttura angolana avevano contratti a tempo determinato, già in scadenza a fine gennaio. Sospiro di sollievo anche per le famiglie dei 62 ospiti della residenza, che nelle scorse settimane si erano appellati al vescovo e si erano detti molto in difficoltà nel trovare una nuova sistemazione per i loro cari, che hanno trovato altre strutture in grado di accogliere anziani e disabili.
«Inoltre la Curia ha preso l’impegno, nel caso in cui dovesse ristrutturare la Fraternità Magistrale di Città Sant’Angelo e aprire nuovamente una residenza di questo genere, a dare il diritto di prelazione a quei dipendenti che volessero tornare a lavorare lì», aggiunge Di Giovanni, «e di questo siamo molto riconoscenti, anche se avremmo gradito un impegno immediato nel ricollocare qualcuno nelle altre strutture gestite dalla Curia». Il sindacalista, infine, evidenzia come «un ruolo determinante in questa partita sia stato ricoperto dal sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, che ha preso da subito a cuore le sorti dei lavoratori e degli anziani ospiti della residenza angolana, seguendo tutte le trattative fino all’ultimo momento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

