Casa di riposo in vendita: lite in consiglio comunale

Scontro nella notte per bloccare la cessione del vecchio edificio di via Arapietra L’opposizione contraria all’operazione. Antonelli: «L’ente ha bisogno di denaro»
PESCARA. È scontro in consiglio comunale sul futuro dell’ex casa di riposo di via Arapietra. Ad accendere il dibattito, andato avanti fino a notte fonda, è stata la delibera presentata dal presidente Marcello Antonelli, sulla modifica del piano delle alienazioni, volta alla vendita dell'edificio, in stato di degrado e per molto tempo usato come dimora improvvisata da senzatetto. Il provvedimento che era già approdato in consiglio ad agosto, per poi subire il rinvio della discussione per la pausa estiva, prevede la variazione della destinazione urbanistica nel Prg da sottozona F3 (attrezzature e servizi pubblici di interesse pubblico) a quella B3 (completamento e recupero), finalizzata all'alienazione dello stabile, abbandonato da 17 anni e che quindi potrà diventare un edificio residenziale.
Sin dalle prime ore della mattina, l'atto ha monopolizzato il dibattito dell'assise, intervallato anche dalla protesta di studenti e genitori del liceo Marconi, arrabbiati per la decisione di far partire l'anno scolastico con turni pomeridiani per circa 460 ragazzi, per via dell'abbattimento e ricostruzione della sede originaria di via Marino da Caramanico, e la non tempestività nell'esecuzione dei lavori in due delle cinque sedi che dovranno ospitare le lezioni per questo anno. Trenta gli emendamenti presentati dai consiglieri di centrosinistra, e sostenuti dal gruppo del Movimento 5 Stelle, tutti orientati al mantenimento della vocazione sociale di cui la struttura era dotata. Ma tutti sono stati bocciati. «Questa delibera innanzitutto carica ulteriormente una zona che ha già un'alta densità residenziale», hanno evidenziato in più occasioni i consiglieri di opposizione «e priva la città di una struttura di carattere sociale». «Quello che è successo oggi (ieri per chi legge) con il Marconi», sottolinea Piero Giampietro, «è la dimostrazione che Pescara ha bisogno di strutture con finalità sociali ed educative. Le risorse che si libereranno da questa alienazione quanto meno potevano essere destinate a un progetto sociale anche in un'altra zona della città e invece si sfruttano per fare delle semplici manutenzioni».
«Visto lo stato di predissesto in cui si trova il Comune, abbiamo bisogno di implementare le risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, marciapiedi, piazze, parchi», ha spiegato Marcello Antonelli, proponente della delibera. «Noi riteniamo che le alienazioni rappresentino uno strumento importante per finanziare interventi di cui la città ha bisogno e a cui dobbiamo dare una risposta. Non è il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ci permetterà di farli. È arrivato il momento di dare una svolta».

