Case popolari, blitz a Rancitelli: via gli abusivi da 2 appartamenti

Operazione delle forze dell’ordine all’alba in via Lago di Capestrano alla presenza del sindaco Masci e dell’assessore Del Trecco. Gli alloggi sono stati subito riassegnati: un disabile tra i nuovi proprietari
PESCARA. È solo l’inizio. Con le somme messe a disposizione dalla Regione (400mila euro) sono cominciate le operazioni di sgombero delle famiglie che occupano le case popolari abusivamente. Ieri mattina, alle 6.30, nei palazzi di via Lago di Capestrano che si trovano ai numeri civici 3 e 17 si è presentato un piccolo esercito di uomini delle forze dell’ordine per la notifica a due famiglie del decreto di sequestro preventivo del Tribunale e il contestuale sgombero.
I due nuclei familiari, di cui uno con bambini, hanno dovuto lasciare l’appartamento nel giro di pochissimo e in una manciata di ore il Comune ha provveduto ad assegnare i due appartamenti a persone che hanno diritto all’alloggio popolare. Tra i nuovi inquilini c’è anche una persona disabile che fino a ieri doveva vivere in casa, senza uscire, ma adesso potrà farlo tranquillamente, avendo a disposizione l’ascensore. L’altra casa, invece, è andata a una delle famiglie sgomberate all’inizio di luglio del 2017 dai palazzi di via Lago di Borgiano considerati a rischio crollo. Sono questi inquilini dell’Ater, infatti, ad avere la priorità nell’assegnazione delle case popolari che via via restano vuote e possono essere riassegnate.
Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia municipale, coordinata sul posto dal comandante Danilo Palestini, ma per assicurare uno svolgimento regolare delle operazioni di sgombero, il tavolo tecnico coordinato dalla questura ha disposto anche la presenza di polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, 118, Misericordia, associazione Life, Enel Gas e Enel Energia. Il tutto sotto gli occhi del sindaco Carlo Masci e dell’assessore Isabella Del Trecco: i due rappresentanti dell’amministrazione hanno voluto assistere all’intervento che rappresenta lo spartiacque tra il passato e il futuro, visto che i fondi messi a disposizione dalla Regione Abruzzo consentiranno di eseguire anche altri sgomberi, come hanno sottolineato sindaco e assessore alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. «Proseguiremo su questa linea fino alla fine dell’anno per mettere gli appartamenti a disposizione delle persone perbene», ha commentato Masci. L’intenzione del Comune è di promuovere «il ripristino delle regole» e il blitz di ieri non è altro che «una promessa mantenuta. Avevamo detto che avremmo cominciato a ottobre e così è stato», ha proseguito il sindaco parlando del «lavoro sinergico» che ha portato a questo risultato. E ha citato tutti i soggetti che hanno contribuito ad arrivare ai primi due sgomberi, a partire da Procura, Regione e Ater e forze dell’ordine. «Continueremo, non ci fermeremo davanti a niente», ha aggiunto il sindaco.
Contrariamente a quanto accaduto in passato per gli sfratti che ha eseguito l’Ater, gli alloggi liberati ieri non sono stati murati. «Le case vengono vuotate di tutti gli arredi», ha spiegato l’assessore Del Trecco, «poi si procede alla sostituzione della porta, alla messa a norma degli impianti e quindi alla riassegnazione e la priorità è assegnata alle famiglie che vivevano in via Lago di Borgiano», nei palazzi sgomberati e dei quali si prevede «l’abbattimento». Fondamentale, per le operazioni di sgombero, la disponibilità di fondi, visto che «ognuno di questi interventi costa circa diecimila euro». Dopo questa operazione, che «è solo la prima di una lunga serie», Sospiri ha lanciato un invito «a tutti coloro che sanno di non essere in regola e che occupano una casa popolare senza titolo: riconsegnate spontaneamente le chiavi».

