Case popolari, gli inquilini: «Interventi solo a spese nostre»

PESCARA. Il giardino esterno è curatissimo, con una recinzione messa a spese dei condomini. Ma è l’unica nota positiva per la palazzina Ater di via Passo San Leonardo. L’immobile al civico 7 che si...
PESCARA. Il giardino esterno è curatissimo, con una recinzione messa a spese dei condomini. Ma è l’unica nota positiva per la palazzina Ater di via Passo San Leonardo. L’immobile al civico 7 che si sviluppa su tre piani, con sei appartamenti in totale, presenta moltissime criticità e gli inquilini sono esasperati. La muffa sta aggredendo ogni spazio comune del condominio. Negli stanzini dei contatori, le tubature sono scoperte e basta toccarle per sentirle sgretolarsi. Le pareti in alcuni punti presentano buchi tappati da fogli di giornale. Le mattonelle del terrazzo all'ultimo piano sono sollevate e l'intonaco è saltato in più punti.
Non vanno meglio le cose dentro agli appartamenti, con muffa e infiltrazioni che aggrediscono cucine, bagni, camere da letto e corrodono persino gli infissi. All’esterno, le radici degli alberi hanno sollevato i marciapiedi e sulla facciata sono nette delle lunghe crepe.
L’unica area curata è un giardinetto che hanno creato i condomini della palazzina, su loro iniziativa, per evitare che si ripetessero episodi di spaccio più volte registrati nella zona. La denuncia, condivisa da tutti i residenti delle sei abitazioni, arriva da Marianna Marano che vive insieme alla mamma di 77 anni.
«La situazione è insostenibile. Queste case sono state costruite 70 anni fa e da allora, a parte un intervento una ventina di anni fa per una tinteggiatura e un rinforzo con dei pilastri sotterranei, non è stato fatto assolutamente nulla. La muffa e l’umidità risalgono continuamente e siamo costretti a cambiare i mobili, perché costantemente danneggiati dalle infiltrazioni», spiega Marano. «Siamo dimenticati. A nostre spese abbiamo risistemato il giardino esterno, per evitare che fosse utilizzato da malintenzionati per le loro attività di spaccio». Ad aggravare la situazione anche le barriere architettoniche, nonostante la presenza di anziani e di persone con invalidità al 100 per cento, con tre piani di scale e nessun ascensore. Gli inquilini hanno più volte richiesto all’Ater interventi di manutenzione. In una delle ultime lettere inviate, hanno messo in evidenza «il disastroso stato di manutenzione dell’edificio, constatato anche da recenti sopralluoghi effettuati da personale incaricato dall’Ater», si legge nel documento. «È un edificio datato, che non regge più le aggressioni del tempo, le infiltrazioni dell’acqua piovana in particolare, risalgono in forma di umidità fino al secondo piano, divorando le pareti di tutti i vani, con macchie di muffa, cattivi odori, scrostamenti, e causando disagi divenuti negli anni insopportabili».(m.pa.)

