Case popolari, la strage sfiorata: gli sfratti e il rogo, bimbi in salvo

I poliziotti si gettano tra le fiamme e avvisano i residenti che dormono: intossicati due piccoli
PESCARA. Sono le 5.20 di notte, è quasi l’alba. Una signora si sveglia per andare al lavoro, apre la finestra per riprendere i panni stesi sul balcone. E davanti ai suoi occhi, lingue di fuoco che provengono dall’ingresso del palazzo vicino, al civico 15. Se la donna che abita lì vicino, in via Caduti per il Servizio, a Fontanelle, non avesse dato l’allarme, adesso si starebbero contando i morti: almeno una decina di persone, compresi bambini e persino un neonato di appena sette giorni. Dopo meno di 24 ore dagli sfratti di due famiglie con condanne sulle spalle, arriva una vendetta che, questa volta, per un soffio non racconta una strage con morti e feriti. Una strage sfiorata grazie alla chiamata tempestiva di una cittadina e al coraggio di quattro poliziotti della squadra volante che si gettano tra le fiamme e bussano alle porte dei condomini che non si erano accorti di essere circondati dalle fiamme sprigionate da un rogo nell’ascensore. I poliziotti scendono cinque piani di scale avvolgendo tra le braccia i bambini spaventati. Una strage scampata in cui si contano otto persone, tra cui due bimbi e quattro poliziotti, finite in ospedale per intossicazione.
IL ROGO DOLOSO
L’incendio accaduto nella notte tra martedì e mercoledì scorso non è un caso. Troppi elementi, confermati anche dai rilievi dei vigili del fuoco, fanno pensare al dolo. Basti pensare che martedì mattina, proprio al civico 15 di via Caduti per il Servizio, erano scattati gli sfratti di due famiglie che – per le loro condanne – non hanno più diritto alle case popolari. Nel quartiere di Fontanelle, così come accaduto di recente anche a San Donato, denunciare e segnalare la criminalità sembra avere un prezzo da pagare.
L’allarme della donna La vicina di casa chiama alle 5.20 i soccorsi. Le fiamme provenienti dall’ascensore del palazzo a cinque piani sono già altissime. Dentro vivono più di 8 famiglie, molti anziani con disabilità e bambini. Sul posto si precipitano due pattuglie della squadra volante, coordinate dal dirigente Pierpaolo Varrasso. In attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco del comando provinciale di Pescara, i quattro poliziotti non possono restare fermi perché molti dei residenti del palazzo dormono e non si sono accorti del pericolo.
poliziotti eroi Il fumo denso ha ormai saturato l’aria, non si respira più. Senza nessun dispositivo di protezione, gli agenti salgono le scale e iniziano a bussare alle porte delle famiglie. Al primo piano c’è anche una donna di 58 anni che abita da sola e ha problemi di udito. Il poliziotto bussa, ma la donna dorme in camera da letto circondata dal fumo: l’agente è costretto a sfondare la porta a calci e la porta in salvo all’esterno. La 58enne non sta bene e viene subito portata in ospedale per intossicazione. Gli altri tre poliziotti continuano ad avvisare i residenti: bussano alla porta di un appartamento in cui abitano due adulti con i loro tre bambini (uno di 3 anni, gli altri di 5 e 7) e un neonato di appena sette giorni. Il piccolino di 3 anni è terrorizzato, si blocca per la paura: il poliziotto lo prende in braccio, gli protegge il viso con le mani e, avvolto dal fumo, scende le scale e porta il piccino fuori da quell’inferno di fiamme.
RIENTRANO NEL ROGOGli agenti rientrano ancora nel palazzo avvolto dalle fiamme, questa volta puntano al secondo piano dove ci sono due famiglie, un bimbo di 11 anni e un’anziana di 71. La donna, bloccata dalla paura per le scale piene di fumo, non vuole abbandonare l’appartamento ma gli agenti la riescono quasi con forza a portare all’esterno. Sul posto arrivano anche i vigili del fuoco: alcuni iniziano subito le operazioni di spegnimento delle fiamme nell’ascensore, altri si precipitano davanti alle porte dei residenti per portarli in salvo all’esterno. I residenti si radunano tutti davanti al piazzale, scendono in pigiama, in vestaglia e ciabatte. Non c’è tempo per prendere altro, le fiamme provenienti dall’ascensore divorano l’atrio e le stanze vicine. Una donna disabile al terzo piano decide di restare nell’appartamento, ma con lei rimane un vigile del fuoco. Evacuato l’intero palazzo, i residenti sono confusi e terrorizzati. E per alcuni è necessario l’intervento del 118: tra gli intossicati, oltre a due donne di 43 e 58 anni, c’è un bimbo di tre anni e un neonato. I quattro poliziotti, i primi a gettarsi tra le fiamme, vengono portati anche loro in Pronto soccorso per intossicazione, con prognosi di 4 giorni l’uno.
L’indagineDopo le operazioni di bonifica da parte dei vigili del fuoco andate avanti per diverse ore, il palazzo è dichiarato agibile e per i residenti inizia la conta dei danni nei loro appartamenti. Quando è già giorno, interviene anche la polizia scientifica per i rilievi. Sul rogo è aperto un fascicolo contro ignoti: per la violenza e la velocità delle fiamme, sorgono pochi dubbi sulla natura dolosa del rogo. Al momento non ci sono tracce di inneschi o altri elementi da cui potrebbe essere divampato l’incendio. Fondamentali saranno le telecamere che inquadrano l’incrocio e il parcheggio davanti ai palazzi di via Caduti per il Servizio.

