Case popolari, ok alla legge regionale Sospiri: ora legalità

31 Gennaio 2021

PESCARA. «La legge regionale che disciplina l’assegnazione delle case popolari è legittima e conforme alla Costituzione». Così il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri al pronunciamento...

PESCARA. «La legge regionale che disciplina l’assegnazione delle case popolari è legittima e conforme alla Costituzione». Così il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri al pronunciamento positivo della Corte Costituzionale sulla nuova legge varata dalla Regione Abruzzo. «La Corte costituzionale», è il commento di Sospiri, «ha rigettato il ricorso dello Stato e ha certificato la bontà delle valutazioni del nostro governo regionale. Giusto imporre anche agli stranieri l’onere di certificare la documentazione reddituale e patrimoniale del Paese in cui hanno la residenza fiscale, anziché una semplice autocertificazione, per avere una casa popolare; giusto attribuire un punteggio maggiore in base agli anni di residenza sul territorio; giusto rifiutare la casa popolare ai nuclei in cui ci sono soggetti che hanno riportato condanne penali per vari motivi. A questo punto la legge è pienamente operativa e tocca a noi riportare la legalità nell’intero comparto dell’edilizia popolare». «Nel documento», precisa il presidente, «abbiamo inserito alcuni elementi cardine innovativi che non sono discriminatori, ma piuttosto mirano a tutelare chi ha effettivamente diritto a una casa popolare, per condizione economica, o disagio sociale, tantissime brave famiglie che da anni si vedono arrivare ultimi in graduatoria per criteri di assegnazione che andavano necessariamente attualizzati. Corte Costituzionale e Regione hanno ora riconosciuto il diritto alla casa popolare» per «cittadini italiani e stranieri che, allo stesso modo però, dovranno dimostrare e certificare la propria posizione reddituale e patrimoniale nel paese in cui hanno la residenza fiscale. Una previsione che non determina alcuna penalizzazione nei confronti dei cittadini stranieri regolari i quali, attraverso le proprie ambasciate e consolati, possono produrre i documenti necessari», così «come previsto per accedere al reddito di cittadinanza». In conclusione «abbiamo chiesto di applicare ai cittadini stranieri regolari presenti sul territorio le stesse identiche regole imposte alle famiglie italiane, garantendo parità di condizioni e di trattamento».
Infine, «corretto escludere dall’assegnazione di alloggi chi ha riportato condanne penali per reati gravi», un «criterio fondamentale che aiuterà gli amministratori a riportare serenità in molti quartieri difficili».