Casette per l’acqua pubblica Boom di consumi e di incassi

15 Aprile 2018

FRANCAVILLA AL MARE. I cittadini di Francavilla mostrano di apprezzare le casette per la distribuzione dell'acqua pubblica. Nel territorio comunale sono in totale otto le casette per la distribuzione...

FRANCAVILLA AL MARE. I cittadini di Francavilla mostrano di apprezzare le casette per la distribuzione dell'acqua pubblica. Nel territorio comunale sono in totale otto le casette per la distribuzione di acqua potabile, sia naturale, che gassata: tre attivate nel 2012 e altre cinque installate e messe in funzione lo scorso anno.
I primi tre distributori vennero installati nel rione di Santa Cecilia, nella zona dell'Asterope e al Foro; a queste lo scorso anno si sono aggiunte le casette di San Franco, Piane, Michetti, Pretaro e via Scarfoglio in contrada Villanesi. Nei dodici mesi dell’anno scorso, i francavillesi hanno acquistato, a 5 centesimi al litro, 528.800 bottiglie di acqua microfiltrata per un totale 793.200 litri erogati. L'incasso totale per la Happy water, società che si è occupa sia dell'installazione, che della manutenzione delle casette dell'acqua, è stato di 39.660 euro. Dati in evidente crescita rispetto agli anni passati, quando i distributori erano solo tre: 48.045 bottiglie, 72.068 litri e 3.603,40 euro di incasso nel 2012; 434.664 bottiglie, 651.996 litri e 32.599,80 euro di incasso nel 2013; 470.950 bottiglie, 706.426 litri e 35.321,30 euro di incasso nel 2014; 417.166 bottiglie, 625.750 litri e 31.287,50 euro di incasso nel 2015; 343.253 bottiglie, 514.880 litri e 25.744 euro di incasso nel 2016. «Gli erogatori di acqua potabile sono diventati un business», sostiene Livio Sarchese del M5S, «e l’affidamento va ripensato in ragione di un guadagno irrisorio rispetto agli utili che essi garantiscono alla società affidataria». «I canoni», spiega l'assessore Williams Marinelli, «sono 1.200 per cinque casette e 6.000 per le restanti tre del bando vecchio. Il bando è stato ripetuto due volte, perché la prima volta è andato deserto e hanno fatto un investimento sul numero di casette e su di esse svolgono regolare manutenzione. Inoltre, pagano l'acqua al Comune. Considerato il bilanciamento costi-ricavi, il canone corrisposto al Comune previsto da bando è in linea con il mercato del settore». (l.z.)
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