Casi, continua il calo Mille guariti al giorno

6 Dicembre 2020

Ma non scende il numero dei ricoverati in terapia intensiva

In Abruzzo il virus rallenta ancora. Un importante calo di contagi e un’impennata del numero di tamponi analizzati, vicino al record del 14 novembre (5.183), hanno caratterizzato la giornata di ieri.
A completare il quadro positivo il numero di guariti, che si avvicina a quota mille in un giorno, e il numero di ricoverati complessivo in calo, così come gli abruzzesi in quarantena e quelli attualmente positivi. Ma continua a preoccupare è il numero di decessi. Sono cinque i pazienti morti in 24 ore a cui si aggiungono altri nove deceduti nei giorni precedenti, ma che non erano stati comunicati dalle Asl alla Regione.
I CASI. Ieri sono stati registrati 376 nuovi positivi, concentrati soprattutto nella provincia di Teramo. Mai così pochi dal 27 ottobre. Tra i contagiati anche una bambina di un anno nell'Aquilano e una 99enne della provincia di Pescara.
Le persone guarite o dimesse nelle ultime ore sono 907. Dall'inizio della pandemia sono stati eseguiti complessivamente 433.771 test. Nella sola giornata di ieri i tamponi analizzati sono stati +4.145, mentre le persone testate 1.789. Per quanto riguarda i ricoveri, sono 675 i pazienti in terapia non intensiva, 25 in meno rispetto al giorno precedente.
Questo significa che le persone finite in ospedale sono meno rispetto a quelle dimesse e o decedute. Un segnale positivo per la tenuta del sistema sanitario regionale sotto pressione a causa del carico di pazienti.
I COMUNI E LE VITTIME. Tra i Comuni con il maggior numero di contagi giornalieri ci sono Cermignano 29, Avezzano 23, Pescara 22, Teramo 19, Roseto 17, L'Aquila 16, Montesilvano 11. I decessi riguardano un 81enne di Pescara, una 92enne dell'Aquila, una 89enne di Nocciano, un 83enne di Cagnano Amiterno, un 81enne di Collelongo.
A questi vanno aggiunti 9 persone morte nei giorni precedenti ma mai segnalate prima di oggi alla Regione dalle rispettive Asl. Tra questi ci sono anche pazienti su cui è stato eseguito tampone post mortem ed è risultato positivo.
TERAPIE INTENSIVE. Sorvegliato speciale è il dato sui pazienti ricoverati in terapia intensiva, fermo a 73 da diversi giorni. Non è un segnale positivo perché, nonostante i numerosi casi di decessi, molto frequentemente di pazienti in intensiva, il numero dei posti letto occupati non accenna a calare.
Il picco delle terapie intensive da inizio pandemia è stato registrato la scorsa settimana (77), mentre il record nella prima ondata era stato di 76 pazienti, risalente allo scorso 3 aprile. Secondo la rilevazione periodica aggiornata del ministero della Salute, sono 181 i posti letto di terapia intensiva a disposizione delle quattro Asl abruzzesi, circa il 10% sopra la soglia di allarme fissata in Italia al 30%. Di questo calcolo, oltre ai 94 posti letto già esistenti prima dell'emergenza, e ai 75 previsti dal piano di riordino della rete ospedaliera Covid-19, sono compresi anche quelli che si trovano nelle cliniche private convenzionate, che sono a disposizione del sistema sanitario pubblico in caso di assoluta emergenza.
LA CURVA DEI CONTAGI. Il rapporto tra nuovi contagi e tamponi è del 7.2%, con un positivo ogni 14 tamponi analizzati, mentre il giorno precedente era del 9.6% e quello prima ancora del 8.7% con un positivo ogni 12 tamponi. Si registra quindi una netta diminuzione dei contagi e bisogna ritornare al 23 ottobre per avere un rapporto così basso. Nonostante l'Abruzzo sia ancora in zona rossa a causa di altri parametri, questi dati sono al di sotto della media nazionale. In Italia, infatti, ieri il rapporto positivi/tamponi è stato del 10,79%, e il giorno precedente dell’11,32%. Ciò significa che, se la curva dei contagi dovesse continuare a scendere anche nelle prossime 48 ore, in Abruzzo le misure di contenimento stanno portando realmente i frutti sperati da tempo.