Caso Carlini, nuova protesta dei familiari

30 Gennaio 2020

Violentata e lasciata morire alla stazione: parte il processo, chiesta l’accusa di omicidio volontario 

PESCARA. Stamane, alle 8,45, davanti al tribunale, in occasione della prima udienza dibattimentale nel processo per la morte di Anna Carlini, la giovane mamma pescarese violentata e poi lasciata morire il 30 agosto 2017 sotto il tunnel della stazione di Pescara, si svolgerà una manifestazione di protesta dove saranno presenti anche i familiari della vittima insieme ad altri familiari di vittime di femminicidio. A organizzarla, è il coordinamento Codice Rosso, fondato dalle attiviste Elena Pesce ed Adele Di Rocco, in prima linea contro la violenza di genere e per la certezza della pena. La novità è che in sede di udienza si costituiranno parti civili anche il Comune di Pescara e la Regione Abruzzo. «Il nostro è un calvario che non ha mai fine e impossibile da accettare. E' un dolore troppo forte. Mia sorella stava bene prima di incontrare i due romeni oggi imputati (Nelu Ciuraru e Robert Cioragariu, accusati di omissione di soccorso e il primo anche di violenza sessuale ndr), non solo quel giorno, come dichiarato da un referto del pronto soccorso, ma anche prima. Oggi, mia sorella non c'è più e merita la giustizia che le è dovuta»: queste le parole di Isabella Martello, sorella della vittima. Aggiungono le due attiviste del Coordinamento: «Che un femminicidio passi per un'omissione di soccorso, è una cosa inaccettabile. E se ciò dovesse accadere, costituirebbe un grave precedente. Ringraziamo il sindaco Carlo Masci e l'assessore regionale alle Pari opportunità Nicoletta Verì che hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo a carico dei due imputati, accettando immediatamente e senza alcun indugio la nostra proposta. E' un segnale forte che le istituzioni, insieme ai familiari delle vittime ed alle associazioni, danno contro la violenza di genere, vera e propria emergenza. Soltanto con sinergica collaborazione ed interazione da parte di tutti e con la certezza della pena per chi si macchia di questo tipo di reato, il fenomeno di carattere emorragico potrebbe arrestarsi».
In sede di udienza l’avvocato Carlo Corradi, legale di Isabella Martello, tornerà a chiedere nuovamente il cambio del capo di accusa, affinché venga contestata la molto più grave accusa di omicidio volontario, alla luce degli elementi acquisiti. Alla manifestazione tutti i cittadini sono invitati a partecipare.