Caso sospetto al liceo Marconi: classe in quarantena per 15 giorni

Tampone il 6 ottobre per una studentessa: per precauzione restano a casa 23 studenti e gli insegnanti Il referente della scuola: «Lungaggini inammissibili». L’ufficio regionale: «Evitate gli assembramenti»
PESCARA. Una studentessa, che fino a due giorni fa frequentava la scuola, dovrà effettuare il tampone il 6 ottobre. È l'unico caso sospetto al momento registrato nel liceo statale "Guglielmo Marconi" di via Marino da Caramanico. Fino all'esito del test Covid la ragazza dovrà rimanere a casa in via precauzionale. Stessa sorte è toccata a tutta la classe, composta complessivamente da 23 alunni più gli insegnanti.
Intanto sono risultati negativi i tamponi eseguiti su alcuni studenti, spalmati su più classi, che nei giorni scorsi avevano lamentato malesseri di stagione, coliti, faringiti, gastroenteriti, che stanno bene e rientreranno in classe lunedì mattina. I sei casi precedenti riscontrati al liceo Marconi sono riferiti a studenti trovati positivi ai tamponi, ma che non hanno mai messo piede a scuola. Fin dall’inizio dell’anno scolastico, infatti, questi ragazzi risultano assenti e si trovano attualmente in quarantena. Mentre il dirigente dell'ufficio scolastico regionale, con funzione ispettiva sulla didattica delle scuole abruzzesi, Giuliano Bocchia, lancia l'appello ai genitori ad evitare, per ragioni di sicurezza, gli assembramenti davanti ai cancelli, in entrata e uscita dalle scuole, la situazione del Marconi è «monitorata dal 24 settembre insieme alle famiglie» dal referente anti Covid Giovanni Dursi, che plaude ai protocolli adottati: «Siamo pronti ad affrontare qualunque evenienza», rassicura.
Ma Dursi esprime disappunto sui tempi di esecuzione dei test: «Fare un tampone il 6 ottobre significa far stare a casa un’intera classe, insieme agli insegnanti, quasi il tempo normalmente dedicato ad una quarantena», circa una quindicina di giorni. Lungaggini burocratiche inammissibili secondo Dursi, docente di scienze umane al Marconi, che rincara la dose: «La collaborazione interistituzionale al momento non funziona». E sottolinea che malgrado i ritardi burocratici «la situazione è sotto controllo e il Marconi resta aperto».
Dalla Asl di Pescara fanno sapere che, nonostante i numerosi tamponi eseguiti sugli studenti, non sono emerse positività tra gli alunni tornati a scuola il 24 settembre, primo giorno dell'anno scolastico 2020-2021 in Abruzzo. Per quanto riguarda il Marconi, l'ispettore Bocchia chiarisce: «Non ci sono casi di Covid accertati». Rivela che «nessuna lamentela è arrivata dai genitori» che esorta a non «accalcarsi davanti ai cancelli» anche se facile non è, dal momento che gli studenti entrano ed escono dalle scuole più o meno tutti alla stessa ora. Rassicura Bocchia: «La scuola è uno dei posti più sicuri perché tutti i protocolli vengono rispettati maniacalmente», mentre il caos si registra fuori quando gli studenti tendono a togliersi le mascherine e riunirsi nei parchi o affollarsi nei bus. «Abbiamo suggerito alle scuole di paese, quando è bel tempo, di portare i ragazzi a passeggiare nei parchi», conclude Bocchia, «ma in ogni caso chiediamo pazienza alle famiglie e ai docenti, la didattica è in fase di adattamento, piano piano la situazione migliorerà».
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