Cassano in pensione «I miei 7 anni tra i grandi processi»
In magistratura dal 1967, è stato giudice a Vasto e Teramo «A Pescara il record di udienze, ma manca il personale»
PESCARA. L’ufficio al 5° piano del tribunale è già vuoto, senza più faldoni sulla scrivania di legno e negli armadi a vetro: oggi, dopo 49 anni passati nella magistratura, è l’ultimo giorno di lavoro per il presidente del tribunale Giuseppe Antonio Cassano. Da domani, Cassano, 72 anni, sarà in pensione e il suo posto, in attesa della conclusione di un concorso già bandito dal Csm, sarà preso da Angelo Mariano Bozza. Gli ultimi 7 anni, Cassano li ha passati tra i grandi processi contro i politici, a fare i conti con il personale che manca e quelle che lui definisce «difficoltà quotidiane» superate con «equilibrio, mediazione e disponibilità». È calmo, diplomatico e riservato Cassano, nativo di San Giovanni Rotondo, ma con una frase detta piano fotografa il suo mandato: «Ogni giorno è stata una conquista». In magistratura dal 1967, Cassano è stato inizialmente pretore a Piove di Sacco, nel Padovano, poi giudice a Vasto, presidente del tribunale di Teramo tra il 1997 e il 2008, anno del suo arrivo a Pescara. «Che effetto mi fa questa stanza ormai vuota? Fa parte delle cose di questo mondo», dice Cassano, «io, dopo 49 anni di servizio, ho avuto tanto dalla magistratura e sono soddisfatto. La nostra resta una bellissima funzione».
Presidente, come sono stati questi 7 anni al vertice del tribunale di Pescara?
«Anni molto intensi, di certo non privi di difficoltà. L’ufficio ha subito trasferimenti di magistrati e sottrazioni di personale che non è stato rimpiazzato al momento del pensionamento. Inoltre, ci sono stati processi per reati contro la pubblica amministrazione non di poco momento perché investivano le figure apicali della Regione e dei Comuni più importanti del circondario: simili processi hanno richiesto, in alcuni casi, fino a un centinaio di udienze con sottrazioni di forze notevolissime. Allo stesso tempo, c’è stato un aumento enorme, imprevedibile e assolutamente fuori misura degli afflussi nel penale, più che un raddoppio nei numeri dei procedimenti e fronteggiare questa situazione non è stato facile. Per cui, ogni mattina c’erano problemi. Questo mandato non è stato leggero, sicuramente pieno di problemi ma anche di soddisfazioni in quanto il tribunale ha retto alle difficoltà in maniera accettabile».
Quali sono stati i momenti più difficili?
«Difficoltà personali non ne ho mai avute: la collaborazione dei colleghi è stata massima e ho trovato un gruppo di magistrati veramente eccezionale. Così anche per il personale amministrativo che ha dato il suo contributo. Le difficoltà sono state quotidiane perché, ogni giorno, abbiamo dovuto fare una conquista».
Quali sono, adesso, i punti critici del tribunale?
«Ora, il tribunale, in tutti i settori, produce più di quanto affluisce. Fino agli inizi del 2014, nel penale abbiamo registrato afflussi fuori misura che hanno creato degli accumuli ma, ormai da più di un anno, la situazione è in miglioramento: l’ufficio ha svoltato e ha superato il momento critico regolarizzando le pendenze. Insomma, non ci sono state mai grandi difficoltà anche se nella giustizia tutto è relativo: i ritardi avvengono dappertutto. L’organico è una delle note dolenti: i numeri sono calcolati in base ai confini geografici ma Pescara, come sappiamo, è il riferimento di tutto l’Abruzzo e subisce questa penalizzazione ma queste determinazioni le lascio agli organi deputati a fare le valutazioni».
Le cose cambieranno?
«D’ora in avanti, la situazione cambierà notevolmente perché, dal 1° gennaio, mancheranno 6 magistrati e, immediatamente dopo, ne mancherà anche un altro trasferito ad altra sede. Sarà una carenza importante perché, in tutto, sono in servizio 26 magistrati e ne resteranno 19. Sarà ancora più difficile operare, ma il tribunale ha la sua organizzazione: tali momenti sono stati vissuti più volte in questi 7 anni e il tribunale come ce l’ha fatta prima ce la farà anche adesso. Il collega Bozza, che mi sostituirà nelle more dell’espletamento del concorso, saprà come andare avanti».
Spesso, i processi sulla pubblica amministrazione, dopo le accuse delle inchieste, sono finiti tra le assoluzioni: l’immagine della magistratura ne esce intaccata?
«Il tribunale ha fatto la sua parte: i giudici che componevano i collegi nei vari processi hanno espresso il loro giudizio. Poi, ci saranno le impugnazioni e le sentenze definitive ma il tribunale di Pescara ha celebrato i processi ed era necessario celebrarli. Processi che hanno richiesto impegno di risorse notevolissime».
Nell’ultimo periodo, c’è stato un aumento dei furti ma, spesso, i ladri che vengono scoperti e arrestati, poi, tornano subito liberi: come spiegarlo ai cittadini?
«Non sono io che debbo spiegare questo. L’ufficio giudiziario svolge le sue funzioni e i colleghi, bravissimi, applicano la legge e i risultati sono quelli che sono».
Matrimoni: le nuove norme sul divorzio breve hanno alleggerito il carico sul tribunale?
«Finora, non c’è stata alcuna incidenza perché la normativa è troppo giovane. Staremo a vedere cosa accadrà».
Quali sono state le soddisfazioni del suo mandato?
«Vedere il tribunale che supera le difficoltà e raggiunge gli obiettivi che si è prefisso è stato motivo di soddisfazione. Poi, mi porterò il bel ricordo del rapporto con tutto il personale amministrativo e i colleghi».
Un consiglio a Bozza?
«Il mio successore sarà sicuramente validissimo e non ha bisogno dei miei consigli: saprà andare avanti da solo».
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