Cassintegrato per il Covid, resta senza soldi
Francavilla, appello di un papà a Inps e Regione. «Ho un bimbo piccolo, attendo ancora due mensilità»
FRANCAVILLA. «Aspetto la cassa integrazione da 80 giorni. Ho un bimbo di 2 anni e mezzo da accudire. Inps e Regione si rimpallano la responsabilità, nel frattempo io resto senza soldi».
La denuncia arriva da Massimo Di Domenica, residente a Francavilla e unico dipendente della ditta Blu Montaggi gestita dal fratello. Dallo scorso 11 marzo, è stato messo in cassa integrazione a causa del Covid. «Il 23 maggio, mi sono state pagate le mensilità di marzo e aprile. A maggio però la ditta ha dovuto rinnovare la cassa integrazione per altri due mesi, fino a fine giugno. E di quei soldi fino a oggi non c'è traccia». Anche per questo ieri mattina si è recato all'Inps di Chieti per avere spiegazioni «ma lì mi hanno detto che tutto dipende dalla Regione. A quel punto ho cercato di contattare i competenti uffici regionali, che però mi hanno spiegato come da metà maggio la competenza a erogare la cassa integrazione sia esclusivamente dell'Inps». Fortunatamente, da inizio luglio la ditta ha ripreso a lavorare e Massimo è tornato alla sua normale attività. Ma quei soldi dei mesi di maggio e giugno gli servono per coprire le spese sostenute per accudire il figlio e la famiglia durante i mesi più complicati: «Spero che dall'Inps arrivino finalmente delle notizie positive, visto che sono quasi tre mesi che attendo. Da quello che so, non sono l'unica persona che si trova in queste condizioni ed è frustrante doversi indebitare per spese di prima necessità solo perché non si riesce a ottenere quello che spetta di diritto». (a.d.s.)
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