Castricone boccia il riordino dei reparti

13 Agosto 2016

POPOLI. Sugli esiti del vertice regionale di due giorni fa sulle future attribuzioni per l'ospedale di Popoli, interviene il deputato Pd Antonio Castricone, che a quel tavolo ha partecipato con il...

POPOLI. Sugli esiti del vertice regionale di due giorni fa sulle future attribuzioni per l'ospedale di Popoli, interviene il deputato Pd Antonio Castricone, che a quel tavolo ha partecipato con il presidente D'Alfonso, il manager Asl Mancini e il consigliere regionale Balducci. «Non sono soddisfatto del tenore dell'incontro», afferma «Lo ritengo interlocutorio, in attesa di un nuovo appuntamento con l'assessore Silvio Paolucci e il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli. Ad oggi», sottolinea il deputato, «non c’è alcuna risposta su carenze di personale e interventi strutturali sull'ospedale, due punti fondamentali senza i quali non si può parlare di riorganizzazione del presidio. E sugli investimenti ho ribadito che devono essere anticipate le previsioni di spesa nel piano triennale degli investimenti della Asl. Non è possibile pensare che le somme siano previste nel 2019», incalza, «vanno anticipate. Su questo Mancini ha annunciato che entro ottobre sarà rivisto il piano aziendale degli investimenti e ci attendiamo un cambio di orientamento». Il giudizio di Castricone sugli indirizzi imboccati dalla Regione è drastico: «Se le idee sono quelle espresse non c'è possibilità di accordo, se invece si vorrà valutare l'ospedale di Popoli non solo come centro riabilitativo, ma come presidio che mantiene caratteristiche fondamentali in ambito chirurgico e non solo, allora c'è spazio per collaborare e trovare le soluzioni. Il presidente D'Alfonso», prosegue il deputato, «si è mostrato aperto a un'idea di presidio con più attività: anche a lui chiedo di attivarsi sollecitamente nella definizione di questioni nevralgiche». Castricone sollecita poi la convocazione di un consiglio comunale straordinario per discutere di ospedale, «dove l'amministrazione si faccia portatrice di proposte in grado di dare un volto definito e soddisfacente», conclude, «alle aspettative degli operatori e dei cittadini. Basta attendere».

Walter Teti

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