«Causò una frana, non lasci l’Italia»

29 Ottobre 2014

Divieto di espatrio bis per l’imprenditore accusato di disastro colposo

SPOLTORE. «Persistono gravi indizi di colpevolezza del reato colposo contestato e il pericolo di fuga all’estero». E’ con questa motivazione che per un imprenditore di origine belga ma residente in un centro del Pescarese il tribunale del Riesame ha ripristinato il divieto di espatrio, accogliendo il ricorso del pm Gennaro Varone. Nell’inchiesta, le cui indagini sono state svolte dalla Forestale alla guida di Annamaria Angelozzi, l’imprenditore edile era stato accusato di aver provocato una frana nell’area artigianale di Colle Morgetta, ex fornace De Leonardis. La ditta dell’imprenditore, nato in Belgio, emigrato circa un anno e mezzo fa in Svizzera, negli anni scorsi, aveva costruito capannoni nella zona industriale di Spoltore. Nel cantiere erano stati effettuati interventi di sbancamento che secondo la procura avevano provocato la frana della collina. Per questo motivo, nell’agosto scorso, il comando provinciale della Forestale su disposizione del gip Maria Michela Di Fine, aveva eseguito la misura cautelare del divieto di espatrio nei confronti dell’uomo accusato di disastro colposo. L’imprenditore, assistito dall’avvocato Ugo Di Silvestre, soprattutto in seguito al suo interrogatorio si era difeso e la misura era stata revocata. Il pm Varone, però, ha impugnato l’ordinanza del gip di revoca del divieto di espatrio e il tribunale del Riesame ha disposto il ripristino della misura cautelare originaria ritenendo ancora persistente «il pericolo di fuga all’estero». (p.au.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA