Celebrata al Volto Santo la figura di padre Domenico

24 Settembre 2019

MANOPPELLO. Uno scenario accattivante quello preparato nella Basilica del Volto Santo per celebrare la messa per il 41esimo anniversario della morte di padre Domenico da Cese di Avezzano, il...

MANOPPELLO. Uno scenario accattivante quello preparato nella Basilica del Volto Santo per celebrare la messa per il 41esimo anniversario della morte di padre Domenico da Cese di Avezzano, il cappuccino, Servo di Dio, che morì a Torino nel 1978, investito da un'auto all'uscita del museo dove era stata esposta la Sacra Sindone.
Sull’altare sono stati situati una gigantografia del frate con una copia del Volto Santo in mano e, per la prima volta il suo crocifisso, (alto circa 24 centimetri, riportato dalla guerra nei Balcani, dove nel 1941 era stato cappellano militare) e il suo rosario, che hanno provocato profonda emozione. La sacra celebrazione è stata preceduta da un incontro con gli intervenuti, diretto da padre Nicola Galasso, ministro provinciale dei Cappucini d'Abruzzo e da padre Carmine Cucinelli, rettore della Basilica di Manoppello, accompagnati da Antonio Bini, addetto alla pubbliche relazioni, e frate Vincenzo D'Elpidio, amico di padre Domenico, finalizzato a reperire ulteriori notizie, fatti straordinari e testimonianze sulle opere miracolose del cappuccino, che in aggiunta a quelli conosciuti e operati durante la sua vita, potranno comporre il dossier per sostenere la causa per la sua Beatificazione. Fra le testimonianze, si sottolinea quella di Giuseppe Buoncompagni di Arezzo, che i nonni portarono da bambino a Manoppello. chiedendo la benedizione di padre Domenico per il nipotino affetto da una patologia. Importanti anche le testimonianze di persone che solo recentemente hanno potuto conoscere la vita del frate. È stato Bini a fornire un quadro sintetico dell’espansione della conoscenza del cappuccino nel mondo, in virtù dei tanti articoli e della recente edizione americana della biografia di suor Petra Maria Steiner e l’edizione in portoghese del piccolo saggio di padre Eugenio Di Gianberardino. Particolare attenzione è stata posta sul fenomeno delle bilocazioni riguardante sia padre Domenico che padre Pio al quale il frate era molto legato, e su quello quello che conferma il ruolo di padre Domenico nel riconoscere l’autenticità del Volto Santo, immagine che gli apparve, ragazzino di 10 anni (1915), per avvisarlo che ci sarebbe stato il terribile terremoto della Marsica (al quale scampò) che fece 30 mila vittime, notizia che diffuse senza essere creduto e immagine che riconobbe essere la stessa quando vide, 40 anni dopo, l'icona del Volto Santo a Manoppello. «Sembra quasi», ha detto Bini «che anche oggi padre Domenico continui ad esercitare grande influenza positiva nel divulgare il Volto Santo, come ribadisce l’editore americano Fraternity nella presentazione del libro della Stainer».