Centinaia di ciclisti danno l’addio a Rinaldo

16 Aprile 2015

Spoltore, i funerali dell’idraulico di 61 anni investito in bicicletta Gli appassionati delle due ruote in corteo dove Di Lorito è stato travolto

SPOLTORE. Strapiena come non si vedeva da tempo la chiesa di San Panfilo a Spoltore ieri pomeriggio per i funerali di Rinaldo Di Lorito, l’idraulico 61enne, ciclista per hobby, morto domenica in un incidente nel Teramano sulla strada che stava percorrendo in bicicletta per andare al santuario di San Gabriele.

La parrocchia patronale non è riuscita a contenere tutti gli amici, in centinaia sono rimasti fuori sul sagrato e in piazza Di Marzio, tanta la gente accorsa per l’ultimo saluto allo sfortunato artigiano. Sulla bara, tra i cuscini di fiori, ultimo dono dei suoi cari, spiccava una maglia da ciclista. Morto mentre praticava il suo sport preferito, una passione che si portava dietro da più da 45 anni, a Rinaldo renderanno omaggio gli altri ciclisti di Spoltore che sabato inforcheranno le biciclette e pedaleranno per raggiungere la statale 150, a Guardia Vomano, nel territorio di Notaresco, per fermarsi in raccoglimento nel punto dove ha trovato la morte il loro amico, da decenni compagno di tante pedalate. «Andremo tutti insieme per ricordare Rinaldo, lui se lo merita», afferma Peppino De Iuliis, della squadra Ciclisti Controvento, «era un amico straordinario. Qui a Spoltore era l’idraulico, innamorato del suo lavoro, della famiglia e della bici. Quando domenica mattina verso le 10.30 abbiamo saputo la terribile notizia noi stavamo a Cervia, sempre per una manifestazione sportiva: è stato scioccante, un colpo. E pensare che lui era tanto attento sulla strada, aveva sempre timore che potesse accadere un incidente». «Continuerà a pedalare tra le nuvole adesso il nostro Rinaldo», aggiunge un altro amico, «da lassù ci guarderà, sarà sempre con noi e ci proteggerà». La messa funebre è stata celebrata da don Rinaldo Lavezzo, che durante l’omelia ha cercato di consolare i familiari, la moglie Anna Maria e i figli Fabio e Daniele, le nuore Jessica e Sara, il fratello e la sorella dell’artigiano scomparso. Prima dell’arrivo in chiesa il feretro ha fatto una breve sosta davanti alla nuova casa, poco fuori dal centro cittadino, che Di Lorito aveva costruito con tanti sacrifici, nella quale avrebbe dovuto trasferirsi con la famiglia nelle prossime settimane. Era contento di traslocare e sognava già la pensione. A settembre avrebbe smesso di lavorare dopo 45 anni di attività, per godersi finalmente il meritato riposo, stare più tempo con la nipotina, la gioia per un’altra in arrivo, e avrebbe potuto anche fare più uscite in bicicletta. La sua vita è invece finita domenica mentre pedalava sulla statale 150, in provincia di Teramo per andare a San Gabriele, un percorso che con la sua squadra, la Cycling Bike 2000 di Cappelle, il ciclista aveva già fatto tante altre volte. Arrivati a Guardia Vomano, un riccio morto sulla carreggiata, una normale manovra per evitarlo spostandosi un po’ sulla sinistra, una Honda che arriva alle spalle per sorpassare il gruppo di ciclisti, la moto urta Di Lorito, che cade per terra e muore.

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