Centri dell’impiego, caos per 20mila disoccupati

23 Dicembre 2017

Partita la rivoluzione digitale: i dati trasferiti in massa dalle Province alla Regione Ma decine di senza lavoro risultano impiegati. L’assessore: «Si sistemerà tutto»

L’AQUILA . Il signor Rossi lavora per una ditta di servizi di pulizia a San Demetrio. Ha bisogno di aggiornare la sua posizione lavorativa e si rivolge a quello che, fino a qualche mese fa, era il suo Servizio per l’impiego provinciale. L’organismo ora è confluito alla Regione Abruzzo per effetto della riforma che dal primo gennaio 2017, ha visto la gestione dei centri per l’impiego passare, appunto, in capo all’ente regionale. Rossi cerca la sua pratica con l’aiuto di un operatore ma, a sorpresa, scopre che risulta impiegato in una ditta edile di Cagnano Amiterno.
C’è poi anche il caso del signor Bianchi, che invece è disoccupato e sta cercando lavoro. Bianchi si rivolge al Centro per l’impiego e scopre che risulta già impiegato in una società dell’Aquila. Non finisce qui, perché c’è pure un’altra storia: quella del tizio che ha la qualifica, ad esempio, di elettricista ma che, a una consultazione della sua posizione, risulta che non sa nemmeno dove sia di casa una presa elettrica. Questo lo scenario in cui si trovano a lavorare gli operatori dei Centri per l’impiego da quasi venti giorni.
CAOS. Ed è soltanto un assaggio dei disagi lamentati dagli utenti e confessati dai dipendenti dei Cpi da quando, il 5 dicembre, sono partiti la migrazione dei dati e il consolidamento della nuova infrastruttura informatica. Un caos non di poco conto se si pensa che nei grandi “cervelloni” informatici sono confluite dal 2000 (anno di nascita dei Centri per l’impiego) circa 1,3 milioni di schede anagrafiche, uno storico che si è dovuto ricostruire pezzo per pezzo. Il sistema ancora non entra a regime: dati disallineati, graduatorie che non possono essere messe a punto; impossibile, in molti casi, rispondere alle richieste di certificazione o consultare quelle precedenti, intestazioni fantomatiche (per esempio: una persona iscritta all’Aquila, risulta essere a Chieti). Succede anche che il nuovo sistema non allinei le comunicazioni obbligatorie per i datori di lavoro (per esempio assunzioni o cessazioni di contratti). E nemmeno i consulenti del lavoro riescono ad accedervi. Insomma, detta così, un vero disastro, a cui non sfuggono nemmeno i dipendenti stessi dei Cpi. Alcuni di loro risultano addirittura disoccupati.
MILIONI DI DATI. Una quantità impressionante di dati quella che la nuova piattaforma si trova a gestire, basti pensare che nel complesso ogni anno le comunicazioni obbligatorie raggiungono quota 1,8 milioni e che dal primo gennaio al 30 novembre 2017 ci sono stati 199mila avviamenti al lavoro. A questi numeri, poi, si aggiungono tutti gli iscritti ai Centri per l’impiego con il loro ulteriore corredo di dati: curricula, certificazioni e così via. Prendiamo come esempio L’Aquila. Gli iscritti al 30 giugno 2017 erano così suddivisi: 90.372 iscritti in stato di disoccupazione, di cui 31.678 all’Aquila; 38.638 ad Avezzano; 14.834 a Sulmona e 5.222 a Castel di Sangro.
LA RIVOLUZIONE. In realtà soltanto uno dei quattro Centri per l’impiego (L’Aquila) doveva uniformarsi al sistema informativo già usato dalle altre tre: si chiama “Venticinque” ed è gestito dalla società teramana “Ett”. Per la riorganizzazione dei servizi per l’impiego (in attesa della nascita dell'Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro) è stato necessario uniformare i servizi informativi in un’unica piattaforma regionale (front office, colloqui, dichiarazione di immediata disponibilità) e alle imprese (comunicazioni obbligatorie, incontro domanda-offerta).
L’ASSESSORE. Alle preoccupazioni degli operatori risponde l’assessore regionale al Lavoro Andrea Gerosolimo. «La coesistenza di quattro sistemi informativi provinciali ha creato nel tempo disagi nel coordinare le politiche attive del lavoro. Il sistema unico», spiega , «pone fine a questa situazione e produrrà vantaggi. Come ogni rivoluzione anche questa comporta una fase di assestamento. Faccio presente», conclude l’assessore, «che dal primo giorno di avvio del nuovo sistema sono già state inserite 20mila comunicazioni obbligatorie, a dimostrazione che la maggioranza di imprese e consulenti del lavoro non ha avuto alcun problema».