Centri massaggi nel mirino dei Nas: multe per 4mila euro

Blitz dei militari a Pescara e a San Giovanni Teatino «La professione viene praticata da gente senza alcun titolo»
PESCARA. Scovare il sommerso nel settore dei centri estetici, individuare chi lavora fuori dalle norme e fa praticare la professione a persone che non hanno alcun titolo. È nato con queste finalità il servizio effettuato di recente dai carabinieri dei Nas che hanno controllato una serie di centri massaggi orientali sul territorio regionale e accertato delle anomalie in un’attività di Pescara e una a San Giovanni Teatino, mentre nel Teramano, a Sant’Egidio alla Vibrata, è scattata la sospensione da parte del sindaco di un locale gestito da una cinese che non aveva ottenuto l’autorizzazione. In totale, sono state comminate multe per un ammontare di circa 4omila euro.
Muovendosi da un centro all’altro, gli uomini dei Nas, coordinati dal capitano Domenico Candelli, hanno appurato qual è lo stratagemma che spesso viene utilizzato per far apparire che tutto funzioni secondo la legge. Ci sono, cioè, dei centri estetici che ingaggiano un professionista con i titoli in regola facendo figurare che dovrebbe occuparsi della gestione ma poi, nella gestione quotidiana, a lavorare sono delle ragazze che non hanno competenze né qualifiche.
Le visite dei Nas hanno messo in luce che alcune attività sono aperte praticamente a ogni ora, fino a tarda sera, assicurando ai clienti un servizio no-stop, con orario continuato. E le tariffe sono tutt’altro che low cost, visto che i clienti pagano 50 euro per un massaggio di mezzora, venduto come massaggio-relax, stando a quanto accertato dai militari che hanno fermato persone appena uscite o in procinto di entrare nei centri.
Il blitz, spiegano i Nas, ha consentito di individuare chi pratica massaggi pur in mancanza del direttore tecnico, e per questo motivo sono scattate le sanzioni. Ma i problemi rilevati sono anche altri. Nel centro di Pescara “visitato” dai carabinieri è emerso che non c’era un direttore e la somma da pagare si aggira sui mille euro. La situazione è risultata più complessa a San Giovanni Teatino, dove le ragazze in servizio non avevano i requisiti professionali da estetiste, quindi non avrebbero potuto praticare i trattamenti. Per questo è scattato anche il sequestro amministrativo del locale. La situazione più grave è quella di Sant’Egidio alla Vibrata, dove i carabinieri hanno scoperto che il centro era carente della autorizzazione del Comune, per cui si è arrivati alla chiusura, e che i massaggi praticati sarebbero “fuori protocollo”, al punto che si potrebbe ipotizzare il reato di favoreggiamento della prostituzione.
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