Centro visite: è polemica sul bando di affidamento

22 Marzo 2019

BUSSI SUL TIRINO. La pubblicazione di un bando per l'assegnazione della gestione del Centro visite del fiume Tirino, diventa motivo a Bussi per una accesa polemica, fatta di accuse e invettive,...

BUSSI SUL TIRINO. La pubblicazione di un bando per l'assegnazione della gestione del Centro visite del fiume Tirino, diventa motivo a Bussi per una accesa polemica, fatta di accuse e invettive, rivolte al sindaco Salvatore Lagatta, accusato di volerla togliere alla cooperativa Il Bosso che l'ha avuta in comodato d'uso gratuito fino a maggio dello scorso anno e godendo anche di una proroga di circa 5 mesi. In particolare il primo cittadino viene accusato con un manifesto redatto dal gruppo LeU, degli appartenenti al partito Liberi e Uguali, di non essersi mosso in questa direzione negli ultimi quattro anni, durante cioè il primo mandato da sindaco. Alla sortita dei LeU, definita dal sindaco surreale, Lagatta replica con una dettagliata risposta nella quale ripercorre l'iter degli eventi che hanno determinato lo stato di fatto attuale e che, stando alle documentazioni esibite, incarna la piena legalità e soprattutto la coerenza degli atti amministrativi operati dall'amministrazione. Lo stabile di proprietà fino al maggio 2018 erano solo del Comune, ma anche della Provincia di Pescara e dell'Ente Parco del Gran Sasso Monti della Laga. L a vicenda parte dal maggio 2016 quando Parco e Provincia chiedono al Comune di approntare una bozza di convenzione per la sua gestione. Si arriva a settembre 2016 quando è questa volta il Comune a chiedere alla Provincia di preparare la bozza visto che quella prodotta dal Comune non era stata presa in considerazione. Bozza che arriva sul tavolo di Lagatta nel successivo mese di novembre e segue immediatamente l'accordo fra i tre enti di prorogare la gestione al Bosso fino al 31 gennaio 2017, ma in realtà affidata fino alla fine di marzo dal Comune. Data che nonostante tutto non è andata bene a Provincia e Parco che nel successivo mese di giugno comunicano al Comune una proroga al Bosso fino alla fine di maggio 2018. «A questo punto», dice Lagatta «è evidente che sarebbe stato vano ogni tentativo da parte dell'amministrazione di svolgere una gara d'appalto". Maggio 2018 è stato il mese anche del ritorno della struttura alla sola proprietà comunale e l'ente, secondo la legislazione vigente, è oggi obbligato ad aprire un bando. «Non c'è perciò nessuna volontà di togliere la gestione alla cooperativa locale», conclude Lagatta, mentre il Bosso starebbe decidendo di trasferire la sede a Capestrano.
Connesso al contesto del fiume Tirino, si rileva l'affidamento di un appalto all’azienda agricola Troticoltura degli eredi Rossi Silvio di Nicola Rossi, per la gestione della pulizia del corso d'acqua nella parte terminale del fiume, cioè a valle degli allevamenti delle trote, per mantenerlo limpido e fruibile al pari della parte a monte.