Centrosinistra e centrodestra: Buttari e D’Amario i più votati

L’ex vice sindaco, 485 voti: «Ora lavoriamo per Russo». Luciani verso le regionali: «Ma fuori dal Pd» L’assessore regionale, 406 preferenze: «Sono contento, adesso torniamo a giocare per Angelucci»
FRANCAVILLA. Da un lato il successo della lista del sindaco di Francavilla Antonio Luciani, che con 1.822 preferenze è stata la più votata tra le venti presenti nella competizione elettorale. Dall’altra la soddisfazione di Francesca Buttari, esponente di spicco del Partito democratico cittadino che con 485 voti può fregiarsi del titolo di “preferita” tra i 316 candidati in lizza. E poi c’è Daniele D’Amario, consigliere comunale uscente e assessore regionale, capace di raccogliere da solo 406 consensi che l'hanno fatto risultare il migliore della coalizione, contribuendo a far salire la quota della sua lista, quella di Forza Italia e ovviamente anche il nome di Roberto Angelucci. Sono loro i principali protagonisti del voto a Francavilla, che tra dieci giorni conoscerà il nome del suo nuovo sindaco.
«Ho preferito non candidarmi personalmente proprio per saggiare il consenso che ho tra la gente», spiega Luciani, evidentemente soddisfatto per il risultato. «Se la città mi avesse relegato al quinto o sesto posto oggi farei ragionamenti diversi. Invece la mia lista è stata la più votata, segno che anche dopo 10 anni di amministrazione, con i tanti e inevitabili attacchi a cui mi sono esposto da sindaco, la strada che sto seguendo è quella giusta». E va avanti: «Il mio percorso proseguirà in Regione, contro le destre ma fuori dal Pd», precisa l’ancora sindaco di Francavilla. Che proprio sulla situazione in città dice: «Siamo sereni, Luisa Russo ha tutto per diventare sindaco. Ha vinto nettamente in 21 sezioni su 22 e a Fontechiaro-Villanesi ha perso per appena 7 voti. L’unico rischio può essere l'astensionismo, ma al ballottaggio mi attendo un risultato non diverso da quello del primo turno».
Molto contenta anche Buttari, che rispetto a 5 anni fa ha incrementato il bottino. «Partivo da 429 voti e sono arrivata a 485», dice l'ex vice sindaco. «Penso che anche i conflitti interni degli ultimi mesi mi abbiano portato qualche consenso in più, ho visto tanta gente che ha voluto farmi sentire calore e vicinanza. Ora lavoriamo per far vincere Luisa, con cui ho un ottimo rapporto e che mi ha chiamato il giorno dopo il voto per ringraziarmi. Nei prossimi cinque anni mi dedicherò non solo alla vita amministrativa ma anche a quella politica, più di quanto abbia fatto fin qui. Credo di essere ormai una certezza del Pd, non solo a Francavilla, e mi piacerebbe creare un clima capace di coinvolgere più persone possibili, anche chi ora è fuori e vuole entrare, mettendo da parte quella voglia di affossare l'amico-nemico che si è vista in questi ultimi mesi e che per certi versi ho pagato».
Sul versante opposto D'Amario si conferma quella certezza della destra da cui Angelucci deve ripartire nel tentativo di capovolgere il risultato: «Sono contento per i 406 voti, non posso negarlo», spiega l'assessore. «Ringrazio chi mi ha dato fiducia e chi ha dato fiducia alla mia lista, che per un pugno di voti non è stata la più votata della coalizione», riconoscimento andato a Fratelli d'Italia. «Adesso dobbiamo continuare a giocare per Angelucci: torniamo a parlare con la gente, con i nostri argomenti. Penso che Luciani sia riuscito a far passare il messaggio di una buona amministrazione, anche se così non è stato: in questi anni Francavilla ha badato tanto all’immagine, dai concerti agli spettacoli, dimenticandosi di risolvere i problemi della vita di tutti i giorni, il tutto con una spesa non indifferente». E sul voto dice: «Mi aspettavo una forchetta un po' meno ampia tra Angelucci e Russo, ma noi ce la giochiamo fino alla fine».
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