Centrosinistra e centrodestra d’accordo per cambiare il testo
PESCARA. Oggi non ci saranno i lavori in aula, per motivi tecnici, e dunque il numero dei parlamentari presenti a Roma non sarà elevato. Ci saranno quelli impegnati nelle vari commissioni. Ma...
PESCARA. Oggi non ci saranno i lavori in aula, per motivi tecnici, e dunque il numero dei parlamentari presenti a Roma non sarà elevato. Ci saranno quelli impegnati nelle vari commissioni. Ma deputati e senatori abruzzesi, perlopiù saranno presenti alla manifestazione organizzata nella Capitale, per fare pressione sul governo, sul decreto relativo al terremoto e al maltempo. Anche perché la scadenza per presentare gli emendamenti è stata posticipata a martedì prossimo, e quindi ci sarà tutto il tempo per trovare degli accordi tra parlamento ed esecutivo.
Scettico sulla manifestazione di oggi, è il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi. «Se non c'è un accordo comune», osserva, «è inutile. I parlamentari abruzzesi, di centro, di destra e di sinistra, dovrebbero agire di comune accordo. E non andare ognuno per conto proprio. Io sono abruzzese e quando sarà il momento di convertire in legge il decreto, ragionerò da abruzzese, al di là delle appartenenze politiche».
Per Gianni Melilla, deputato di Sinistra italiana, «la manifestazione è utile e necessaria, anche per richiamare il parlamento su una materia così esplosiva. E io», incalza Melilla, «sono perfettamente d'accordo nel sostenere le richieste di chi verrà a manifestare. Per quanto riguarda il passaggio parlamentare del decreto», fa sapere Melilla, «mi farò promotore di emendamenti specifici, non di parte, con altri deputati abruzzesi».
A Roma, stamattina, sarà presente anche la senatrice Paola Pelino, di Forza Italia. «Io aderisco assolutamente, perché la ritengo una protesta giusta», rimarca, «poiché questo è un decreto legge molto debole. Manca di tante cose e io ho già preparato degli emendamenti. Per esempio», fa notare Pelino, «nel decreto non ci sono le misure necessarie per il sostegno alle imprese, non sono previste le zone franche nelle zone colpite e poi bisognerà valutare sia i danni indiretti subìti per via del maltempo, sia aumentare il periodo di sospensione delle tasse. Se il governo non ci ascolta», insiste Pelino, «voteremo contro».
Anche il deputato Fabrizio Di Stefano, di Forza Italia, è a favore della manifestazione, «perché è giusta e sacrosanta. Il decreto così com'è», sottolinea, «non è assolutamente soddisfacente». E Di Stefano ha già in serbo alcuni emendamenti da presentare. «In uno è previsto l'istituzione di due zone franche, a Chieti e a Teramo», annuncia, «mentre poi dovremo fare in modo che si istituisca una Casa dello studente a Teramo, per evitare lo spopolamento degli universitari».
Anche Andrea Colletti, deputato del Movimento 5 Stelle, giudica positivamente la manifestazione. «Considerato il contenuto del decreto legge», rileva, «l'appuntamento di domani (oggi, ndr) è necessario. Noi, poi, presenteremo un emendamento per l'allargamento del cratere sismico e poi chiederemo di aumentare il periodo di sospensione del pagamento delle tasse, che dovrà giungere al giugno del 2018, mentre da questa data dovrà poi partire la rateizzazione quinquennale per la restituzione delle tasse».
Per Vittoria D'Incecco, deputata del Pd, «è bene che parlamento e governo trovino un consenso prima, sennò sarà difficile che gli emendamenti saranno approvati. E comunque, oggi, il decreto è insufficiente».
Per Stefania Pezzopane, senatrice del Pd, «alcune richieste devono essere accolte, altre sono strumentali. Io alla manifestazione ci sarò», conclude, «e sarò a fianco delle giuste richieste, non di quelle fuori tono». Incontrerà i manifestanti il deputato Pd Antonio Castricone: «Ritengo le loro richieste giuste rispetto alle quali dare risposte immediate. Mi sono già attivato per trasformare le loro richieste in emendamenti che riguardano sia questioni di carattere normativo che economico-finanziarie».
I parlamentari teramani sposano in pieno il senso della manifestazione. «Si tratta di una buona iniziativa per far accrescere il livello di comprensione su quello che è successo in Abruzzo e in provincia di Teramo», spiega Paolo Tancredi, deputato di Area popolare-Ncd, «senza lasciarsi andare a isterismi bisogna rappresentare la situazione particolare del nostro territorio. E ad ascoltare le ragioni di chi parteciperà alla manifestazione ci saranno autorevoli esponenti del governo e del parlamento. Sull'iter del decreto, comunque sono ottimista: vedo buone aperture».
L'iniziativa promossa dai sindaci è accolta con grande soddisfazione dal deputato del Pd Tommaso Ginoble: «Spero in una partecipazione che sia la più ampia possibile», afferma, «è il segale di una comunità duramente colpita dalle calamità naturali e che con la propria presenza vuol fare sentire la fondatezza delle richieste che porta avanti. La concomitanza di due eventi come il terremoto e la neve non è stata compresa fino in fondo: solo nell'ultimo periodo si è capita meglio l'entità dei danni e dei problemi creati. Questa manifestazione aumenta la nostra capacità di lavoro in Parlamento per fare in modo che possano arrivare più risorse sul nostro territorio». Secondo Giulio Cesare Sottanelli, deputato di Scelta civica, l'iniziativa cade in una fase cruciale per la conversione del decreto sull'emergenza. «È la settimana in cui sarà avviato l'esame del testo in commissione e stanno per scadere i termini per la presentazione degli emendamenti», osserva, «per cui è importante tenere alta l'attenzione su questi temi. Stiamo lavorando in sinergia tra parlamentari abruzzesi per ottenere le migliorie necessario e questa manifestazione darà più forza alle istanze del territorio».
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