Cepagatti, il sindaco: aiuteremo le famiglie rimaste senza lavoro

Il rogo che ha distrutto la Isolbit, 15 operai sono disoccupati Resta aperta la pista dolosa, al vaglio i filmati dei monitor
CEPAGATTI. «Aiuti concreti alle famiglie rimaste senza lavoro». È la promessa del sindaco, Gino Cantò, a chi sta vivendo ore drammatiche dopo l’incendio alla Isolbit di via Pignatelli, a Cepagatti. Nessuno dei 15 dipendenti dell’azienda del riciclo di materiale plastico, ridotta a uno scheletro annerito, potrà tornare al lavoro oggi, dopo le festività natalizie. Perché la loro fabbrica non c’è più, divorata dalle fiamme all’alba di domenica scorsa.
L’area è stata transennata e posta sotto sequestro. Mentre anche ieri continuava, incessante, il lavoro dei vigili del fuoco di Pescara e Alanno impegnati a spegnere gli ultimi focolai durante le operazioni di bonifica del perimetro del fabbricato realizzato più di tre decenni fa.
Sul rogo indagano i carabinieri del comando provinciale di Pescara e della stazione di Cepagatti, coordinati rispettivamente dal tenente Giovanni Rolando e dal comandante Giustino Di Tizio, che nelle prossime ore ascolteranno i titolari dell’azienda, Mario Scurti e Gabriella Di Federico, ancora sotto shock per la perdita della loro azienda «dopo 33 anni di sacrifici». Al vaglio dei militari le immagini delle telecamere della zona che non hanno ancora rivelato la verità sull’accaduto, stando ai primi accertamenti. Non ci sono tracce di dolo, come ipotizzato dai titolari dell’azienda, ma gli investigatori dell’Arma non escludono alcuna ipotesi sulle cause dell’incendio che ha distrutto centinaia di metri quadrati di capannone, attrezzature e suppellettili. Le squadre dei vigili del fuoco, dotate di autobotti contenenti anche fino a 24mila litri d’ acqua, hanno proseguito l’opera di spegnimento per 14 ore nella giornata di domenica. Poi sono tornati all’opera nella notte e sono andati avanti anche ieri, a più riprese. Ora l’attesa è per il “raffreddamento” dello stabilimento. Una volta spenti gli ultimi fumaioli i vigili del fuoco e i carabinieri del Noe, Nucleo operativo ecologico, procederanno a una ispezione alla ricerca di elementi che possano ricondurre alle cause del rogo. Nel frattempo il sindaco Cantò rimane vicino alle famiglie disoccupate: «Faremo quanto possibile per aiutarle, anche con un contributo, in attesa di altri provvedimenti. Intanto aspettiamo l’esito delle indagini».
Per la comunità di Cepagatti si è trattato di una giornata drammatica «la peggiore dopo l’alluvione degli anni scorsi» sottolinea Cantò che ieri ha ringraziato i vigili del fuoco «che hanno prontamente domato l’incendio e che, come sempre, sono riusciti a fare un grande lavoro».
Il sindaco si è detto «sollevato» dalle dichiarazioni dei tecnici Arta che hanno «scongiurato qualsiasi problema riguardante la qualità dell’aria in zona. Una mail dell’Arta ci ha confermato che non c’è benzene e quindi la diossina non è stata dispersa nell’aria».
L’assessore all’Ambiente Camillo Sborgia ha sottolineato l’importanza del monitoraggio costante dell’aria su un territorio «dove sono presenti altre fabbriche del genere».

