Cepagatti, ritirate le deleghe agli assessori

Dopo le polemiche in consiglio, il sindaco vuole ridistribuire gli incarichi. L’opposizione: basta litigi
CEPAGATTI. Le fibrillazioni interne alla maggioranza hanno portato il sindaco di Cepagatti, Gino Cantò, a ritirare le deleghe a tutta la giunta (che, quindi, resta in piedi). Un messaggio politico chiaro a chi lo sostiene, soprattutto in considerazione del fatto che le amministrative sono vicine e che Cantò potrebbe essere ricandidato, anche se ha già annunciato pubblicamente che non lo farà. Si va verso «una ricognizione», annuncia il primo cittadino in vista di «una riunione di maggioranza» che si terrà nei prossimi giorni. Ma Cantò anticipa sin da ora che intende proseguire «fino alla fine del mandato con gli assessori che ho già nominato» anche se «ci sarà sì una rivisitazione delle deleghe», fa sapere proprio il sindaco.
Tutto è nato ed esploso durante le ultime due riunioni del consiglio comunale, che poi sono le ultime prima delle elezioni amministrative del 2023. Il consigliere Michele Cantò ha polemizzato sull’operazione che l’amministrazione sta portando avanti per il parco Santuccione, ormai vicina alla fine, e l’assessore Liliana D’Innocente ha contestato la trascrizione della precedente riunione dell’assise. La tensione si è avvertita in aula e dai banchi dell’opposizione il consigliere comunale Domenico Di Meo fa notare anche un’altra posizione, quella dell’assessore Tiziano Santavenere che si è astenuto su uno dei punti all’ordine del giorno nonostante il voto positivo espresso in giunta. Proprio Di Meo commenta che «forse è necessario un chiarimento all’interno della maggioranza, visto che già da molto tempo esiste una spaccatura che ha portato alle dimissioni del consigliere Pietro Tucci. Andare avanti con continui litigi all’interno della maggioranza a meno di un anno dalle prossime votazioni non è auspicabile per i cittadini», commenta Di Meo.
Il sindaco fa notare che «sarebbe stato opportuno ritirare le deleghe solo a chi mi ha attaccato, tanto più che era un attacco rivolto alla mia persona». Ma Cantò ha preferito lanciare un messaggio a tutta la maggioranza che lo sostiene, probabilmente facendosi forte dei voti di quella porzione di minoranza che sta avallando le scelte dell’amministrazione. Ora non si sente «affatto indebolito», dice mandando un messaggio a chi guarda alle elezioni. E attende tutti in aula per il prossimo consiglio, convocato dal presidente Angelo Faieta per giovedì alle 19. (f.bu.)

