Cgil-Uil, mille abruzzesi manifestano per la sanità

22 Aprile 2024

Sullo stand allestito dai sindacati le liste d’attesa con le date fissate al 2025 Ranieri e Lombardo: «Ci mobilitiamo per difendere il diritto di tutti alle cure»

PESCARA. Mille abruzzesi a Roma per manifestare contro le liste d’attesa e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sotto lo slogan “Adesso basta!”, Cgil e Uil sono tornate in piazza sabato scorso per sostenere le proprie battaglie contro le scelte del governo. Per dire basta alle morti nei cantieri, ribadire il diritto alle cure, e per una giusta riforma fiscale e la tutela dei salari.
Il lungo corteo romano è partito dal Circo Massimo ed è arrivato a piazzale Ostiense dove sul palco si sono alternati gli interventi di lavoratrici e lavoratori e poi le conclusioni di Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. L'Abruzzo ha partecipato alla manifestazione, organizzando pullman e treni, con un ruolo da protagonista. Carmine Ranieri, segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, racconta che: «Abbiamo allestito uno stand in piazzale Ostiense nel quale abbiamo illustrato il pessimo stato in cui versa la sanità abruzzese, a partire dalle lunghissime liste di attesa che impediscono alle persone di potersi curare. Sullo stand erano affissi cartelli per denunciare che in Abruzzo c’è da attendere gennaio 2025 per poter effettuare una Tac encefalo, marzo 2025 per una colonscopia, maggio 2025 per un ecodoppler, settembre 2025 per una mammografia, solo per fare degli esempi. E abbiamo denunciato lo stato in cui versano i pronto soccorso, con condizioni non degne di un paese civile, l’inesistenza nella nostra regione di un Dea di II Livello e l'assenza della medicina del territorio».
Secondo il leader della Cgil: «La Regione Abruzzo, da un lato ha approvato provvedimenti che non hanno minimamente risolto i problemi e dall’altro si trova nella difficoltà di porre in essere misure più incisive stante i tagli effettuati dal governo nazionale sul fondo sanitario nazionale (ovviamente considerati al netto dell’inflazione) ed il blocco delle assunzioni».
«In questi mesi», prosegue Ranieri, «stiamo denunciando il calvario di tante persone fragili che hanno difficoltà a curarsi e abbiamo attivato dei percorsi di tutela dei cittadini. Chiediamo che anche la Regione Abruzzo, al pari di altre regioni di vari colori politici, sollecitino il Governo nazionale a cambiare strada, a sbloccare le assunzioni negli ospedali e a finanziare adeguatamente il servizio sanitario nazionale. Nel documento di economia e finanza», conclude, “si prevede un ulteriore definanziamento del Ssn in rapporto al Pil nei prossimi anni. E l’approvazione del progetto di legge sull’Autonomia differenziata peggiorerà ulteriormente la possibilità di cura degli abruzzesi».
Sulla stessa lunghezza d’onda si pone il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, che ribadisce: «L’obiettivo è continuare la mobilitazione per chiedere ai governi nazionale e regionale di mettere in campo politiche adeguate a sostegno di sanità e sicurezza, riforma fiscale e tutela dei salari. Allo stato attuale, in Italia, più di due milioni di lavoratori non hanno i contratti collettivi nazionali rinnovati, questo significa non aumentare i salari e non dare maggiore potere di acquisto alle loro buste paga».
«La delegazione regionale della Uil ha partecipato numerosa alla manifestazione di Roma», aggiunge il segretario Lombardo, «per rimarcare che le problematiche nazionali riguardano molto da vicino anche la Regione Abruzzo. A partire dalla salute pubblica, per la quale chiediamo di investire risorse attraverso fondi strutturali e del Pian di ripresa e resilienza, per ridare il diritto di cittadinanza sulla sanità a tutti gli abruzzesi». (l.c.)
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