“Che fiore è?”, ecco la guida alle perle dei monti abruzzesi

19 Maggio 2014

Guido e Luigi di Primio, padre e figlio, spiegano per immagini e colori

di Jolanda Ferrara

Che belli i fiori di montagna! Teneri e preziosi, sono un dono del creato in primavera, tempo delle fioriture nei prati al limitare del bosco, nei valloni e fin sulle rocce. Un momento da non perdere tanto è fuggevole, minacciato dalle improvvise e sempre più frequenti bizzarìe del clima. Coglierne l'attimo, i pochi giorni, è come assistere al paradiso in terra. Sugli altipiani aquilani come alle pendici della Maiella e del massiccio del Gran Sasso ecco i mandorli in fiore e i boccioli del ciliegio selvatico, e narcisi, gigli, papaveri, campanule, primule, genziane, garofanini e le numerose orchidee.

E specie rare, relitti terziari e glaciali, e soprattutto entità endemiche, esclusive del comprensorio come la rarissima stella alpina appenninica. Grazie alla molteplicità degli ecosistemi, l'Italia è il giardino d'Europa, e l'Appennino abruzzese è il suo forziere.

Oltre tremilacinquecento le specie floristiche censite sulle nostre montagne, ben oltre la metà dell'intero Stivale, di cui più di cento specie solo di orchidee, le piante più evolute. Tutte nel cuore dell'Abruzzo, la regione che più di altre nel centro Appennino esprime la biodiversità del Mediterraneo. Grazie alla sua natura forte, un patrimonio biologico inestimabile e di bellezza ineguagliabile. Da difendere e tutelare ad ogni costo. Solo dalla conoscenza possono nascere consapevolezza, rispetto e amore per le nostre radici naturali prima che culturali.

Ecco allora benvenuta la pratica guida realizzata da due escursionisti entusiasti della flora del nostro pezzo di Appennino, pensata anche e soprattutto per quanti vivono il richiamo della bellezza dei fiori spontanei di montagna ma non hanno la competenza necessaria a riconoscerli e nominarli.

Come dare risposta ai tanti appassionati che si domandano continuamente di che fiore si tratta, si sono chiesti gli autori di “Che fiore è?”, titolo della nuova pubblicazione, frutto di anni di uscite e appostamenti per fotografare quelle meraviglie della natura nella giusta luce e nel pieno della bellezza vegetativa.

Gli autori, Guido Di Primio e Luigi Di Primio, padre e figlio, si sono passati a vicenda il testimone nel corso dell'appassionato lavoro fotografico culminato nella felice intuizione di classificare le piante in base alla colorazione della corolla, in quattordici colori diversi. Lo spiegano nell'introduzione al piccolo ma esaustivo “Atlante fotografico della flora appenninica”, un volumetto di trecentocinquanta pagine: «Consapevoli delle infinite tonalità di colori e variazioni che le singole specie possono palesare nelle diverse stagioni ed esposizioni, per semplicità e per rendere snella la consultazione dell’atlante fotografico abbiamo raggruppato le fioriture in 14 colori diversi. Nella divisione di ogni singolo gruppo si passa dalla tonalità più chiara a quella più vivace e contrastata. Nel bianco in particolare alla fine si troveranno colorazioni che dal bianco tendono al rosa e al giallo».

“Che fiore è? Atlante fotografico della flora appenninica” di Guido Di Primio e Luigi Di Primio è pubblicato da D'Abruzzo Edizioni Menabò (Ortona) diretto da Gaetano Basti, con fotografie dei due autori, foto di alberi monumentali a cura di Mario Pellegrini, prefazione di Aurelio Manzi.

Il volume è corredato da un utilissimo "colorimetro" da accostare alla fascia di colore del fiore per agevolarne l'identificazione nella guida. In copertina: Nigella damascena (pagg. 351, prezzo di copertina euro 18).

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