Chef, maestri, medici e ingegneri La Svezia vuole i nostri talenti

11 Novembre 2017

In settanta hanno risposto alla procedura di selezione promossa a Pescara da Eures e Anpal Subito scelti da un ristoratore di Malmo due ragazzi esaminati in videochiamata su Skype

PESCARA . Non solo cuochi e chef, ma anche medici, biologi molecolari, farmacisti, infermieri e insegnanti di scuola primaria.
La Svezia cerca professionisti anche in Italia, e lo fa attraverso la “Swedish week” dell’Eures e dell’Anpal (l’agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro), che ieri ha fatto tappa a Pescara.
Per due giovani cuochi che hanno risposto all’appello, la selezione che si è svolta nella sala blu della Regione potrebbe trasformarsi in una seria opportunità di lavoro. I due ragazzi, infatti, hanno sostenuto un colloquio di lavoro in video chiamata su Skype, dimostrando di avere tutte le carte in regola (competenze linguistiche comprese), per poter lavorare in Svezia.
«La collega svedese», dice Anna Bongiovanni, consulente Eures, «è rimasta molto sorpresa dal numero di persone che si sono presentate in possesso dei requisiti e interessate a lavorare in Svezia». A illustrare i contenuti della tappa abruzzese del progetto, dopo quelle di Venezia e Bologna, oltre all’adviser Anna Bongiovanni, il dirigente regionale Pietro De Camillis, Jeanette Mauritzon e Maria Bergstrom, consulenti di Eures Svezia, che hanno raccontato alla platea di giovani, e anche meno giovani in cerca di nuove strade, tutte le opportunità offerte dal Paese nord europeo, compreso lo stile di vita. Moltissime offerte provengono dall’area di Malmo, la città più “meridionale” della Svezia. «Swedish week», ha detto De Camillis, «è stata organizzata da Eures, una rete che cerca di facilitare il movimento e la libera circolazione dei lavoratori all’interno dei Paesi dell’Unione europea. Lo fa con un portale web sul quale si iscrivono sia i datori di lavoro, sia i lavoratori, attraverso una rete di circa 900 addetti». Sono tre le regioni (Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo), che si sono candidate per il reclutamento di professionisti in vari settori. «Siamo soddisfatti», ha aggiunto De Camillis, «perché non pensavamo di riuscire a riempire la sala azzurra». Ieri sono stati almeno 70 i curriculum esaminati dagli esperti Eures, che al termine della presentazione hanno sottoposto a colloquio gli interessati per verificare il livello di professionalità dei candidati, ma soprattutto la volontà degli stessi di fare un’esperienza lavorativa fuori dall’ambito nazionale. Le offerte di lavoro che provengono dalla Svezia partono da una rete di aziende, università e enti pubblici considerevole: si parla di 400 aziende, 10 Università e 16 ospedali. L’anno scorso questo sistema di imprese ha assunto otto professionalità provenienti dall’Italia.
Tutti i colloqui, così come la presentazione, si sono svolti rigorosamente in lingua inglese. Un modo per testare, direttamente e indirettamente, il livello di comprensione della lingua. Chi sarà selezionato, inoltre, dovrà impegnarsi a frequentare, anche online, un corso base di svedese.
«In Svezia», ha detto Sabrina Ricci, del Centro per l’impiego di Pescara, «c’è molta carenza di professionisti. Cuochi e chef sono molto popolari, a Malmo, grazia a un’avanguardia di italiani che negli anni scorsi hanno raggiunto la città svedese per lavoro. Il problema rilevato nel nostro ambito è quello linguistico, nel senso che magari i ragazzi hanno le professionalità, ma il livello linguistico è ancora troppo basso».
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