Chi deve farlo e perché diventa utile anche contro il Covid 19

9 Settembre 2020

Da quest’anno sono due le novità sostanziali: il ministero della Salute raccomanda la profilassi antinfluenzale ai bambini a partire dai 6 mesi e l’anticipo dell’offerta rivolta agli anziani. A...

Da quest’anno sono due le novità sostanziali: il ministero della Salute raccomanda la profilassi antinfluenzale ai bambini a partire dai 6 mesi e l’anticipo dell’offerta rivolta agli anziani. A partire dal primo ottobre, infatti, l’antinfluenzale sarà gratuito anche nella fascia d'età compresa tra i 60 e i 64 anni. La vaccinazione è fortemente consigliata a tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari e agli anziani che vivono in strutture residenziali o di lungo degenza. La media dei decessi direttamente riconducibili al virus influenzale si attesta tra 200 e 300 all’anno. Ma a questi occorre aggiungere quelli indiretti, provocati dalle complicanze che colpiscono soprattutto gli anziani. Così il totale arriva può raggiungere anche le settemila unità. È soprattutto per proteggere loro che occorre vaccinare pure i bambini. La profilassi, nel caso dei più piccoli (considerati comunque una categoria a rischio, al pari delle gestanti e delle persone immunodepresse), è peraltro considerata fondamentale in vista delle occasioni di condivisione degli spazi che si creeranno con l'avvio del nuovo anno scolastico.
Passiamo ad analizzare le correlazioni tra Covid 19 e influenza. L’anticipo di un mese della programmazione della campagna vaccinale si è reso necessario per evitare che un'eventuale recrudescenza del Covid-19 risulti aggravata dalla concomitante circolazione del virus influenzale. Proteggere il maggior numero di persone con la vaccinazione, a partire da coloro già in precarie condizioni di salute e a maggior rischio di complicanze (tanto dell'influenza quanto del Covid-19), permetterà di semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra le due malattie. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso. Un aspetto, quest’ultimo, cruciale per ridurre anche la circolazione del coronavirus negli ambienti ospedalieri, dove ci si continuerà a muovere con grande cautela.
Ma per il ministero della Salute è considerato importante aumentare l’adesione alla vaccinazione contro l’influenza che negli over 65 e nei pazienti cronici che corrisponde al 55 per cento e al 25-30 per cento del target. Sono valori ancora troppo bassi rispetto a quelli indicati come l'obiettivo minimo (75 per cento) e quello ottimale (95 per cento). Da qui l'invito alle Regioni, chiamate ad attivare, attraverso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, «azioni di offerta attiva di provata efficacia nei confronti delle persone idonee». Nella nostra regione la vaccinazione contro l’influenza per le categoria a rischio è però facoltativa a differenza di altre regioni dove c’è l’obbligo. E questo viene considerato un limite dell’Abruzzo. (l.c.)