Chiesa di Sant’Antonio danneggiata dal sisma «I pescaresi ci aiutino»

Appello del parroco di viale Sabucchi per racimolare fondi Due aree vicine all’altare transennate dai vigili del fuoco
PESCARA. Le lesioni sono evidenti, alcune scendono giù lungo le pareti e altre tagliano marcatamente archi e volte. Segnano come ferite l’area destinata al coro e quella per i fedeli a fianco all’altare. Ora sono ritenute a rischio, inavvicinabili, e per questo sono state delimitate e rese inaccessibili dai vigili del fuoco che hanno apposto tutto attorno un nastro segnaletico.
C’è anche la parrocchia di Sant’Antonio da Padova, in viale Sabucchi, tra gli edifici religiosi della provincia danneggiati dal terremoto di otto giorni fa. E, subito dopo aver registrato gli effetti della scossa, il parroco, padre Franco Rapacchiale, si è attivato per capire che tipo di lavori promuovere e si è chiesto come reperire i fondi per gli interventi. È bastato il sopralluogo di un architetto e di una ditta specializzata, dopo quello dei vigili del fuoco, per rendersi conto che andranno «eseguiti subito dei lavori, perché altre scosse possono essere pericolose». E d’altronde basta osservare ogni giorno le sedie in velluto rosso destinate a chi celebra le varie funzioni religiose per rendersi conto che dalle volte cade una polverina non proprio tranquillizzante.
L’area segnata dagli effetti delle scosse è quella ai lati e dietro l’altare, «che rischia quasi di staccarsi dal resto della struttura e, quindi, andrebbe ingabbiata», volendo usare termini tutt’altro che tecnici. «Ma dobbiamo ancora chiedere una stima, informarci sulla normativa e capire a chi rivolgerci per eventuali sovvenzioni. Sappiamo già, però, che non abbiamo neppure un euro. E poi, essendo un ordine religioso, potremmo non essere aiutati dalla Diocesi e dalla Cei, ma anche su questo aspettiamo di assumere informazioni precise» e di parlare con il vescovo Tommaso Valentinetti.
Nessuna preoccupazione su eventuali crolli, perché «siamo stati rassicurati dai vigili» mentre c’è il timore di non poter pagare i lavori. «Speriamo che qualcuno ci possa aiutare, sostenendo questo intervento, a partire dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, e ci affidiamo al buon cuore di chiunque possa darci una mano». Con il suo collaboratore, Remo Sonsini, il parroco sta pensando a una raccolta di fondi tra i fedeli (ogni settimana in questa chiesa passano circa duemila personale) e i pescaresi, che già in altre occasioni hanno finanziato degli interventi nella chiesa, realizzata nel 1935. «Ci auguriamo che qualcosa succeda. Non possiamo lasciare le cose così. E, ovviamente, speriamo nella Provvidenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

