Chiesto un presidio contro lo spaccio

PESCARA. «Le emergenze? Sono le solite: spaccio di droga, che comporta degrado, occupazioni abusive, alloggi in condizioni non ottimali». Per Nello Raspa, presidente dell’associazione Insieme per...
PESCARA. «Le emergenze? Sono le solite: spaccio di droga, che comporta degrado, occupazioni abusive, alloggi in condizioni non ottimali». Per Nello Raspa, presidente dell’associazione Insieme per Fontanelle, «la situazione è migliorata molto» in questo rione, dove gli appartamenti popolari sono 600. Sono stati fatti dei passi avanti «grazie alle battaglie e all’impegno dei residenti» ma restano ancora degli obiettivi da raggiungere, e sono obiettivi importanti di cui i cittadini hanno parlato nelle ultime settimane con tanti candidati alle elezioni regionali di domenica. Già perché l’interlocutore dei residenti delle case popolari di via Caduti per servizio è anche la Regione, per le case dell’Ater. «Sono passati anni prima che cominciassero i lavori in questi palazzi» per risolvere i problemi dell’umidità. «Ma una volta avviati, hanno creato una serie di guai, non ancora risolti», legati all’umidità (se non la pioggia) che penetra ancora di più ovunque. «L’intervento sta andando avanti ma a rilento», fa notare Raspa che proprio qualche settimana fa ha denunciato tutto in conferenza stampa con i residenti e Pettinari, del Movimento 5 stelle.
Da anni l’associazione chiede un posto fisso di polizia “h 24” perché «qui lo spaccio di droga è continuo e non è bello vedere il via vai di tossicodipendenti sotto casa». Nel 2011, un periodo difficile per gli episodi di violenza che hanno colpito proprio Raspa, il posto fisso è stato istituito per 6 mesi «e di notte non si muoveva foglia». Ora le pattuglie «passano ma il controllo non è costante come vorremmo». Sono rimaste senza risposte anche altre richieste come «l’istituzione di una farmacia (il progetto è stato approvato da anni) e l’apertura di negozi». Per questo quartiere «ma anche per le altre periferie, serve più attenzione. Non si può parlare solo del centro». (f.bu.)

