«Ci dà fastidio, il presidente lo togliamo noi»

14 Ottobre 2016

Le intercettazioni: svelato il piano per revocare l’incarico al capo dei condomini contrario a un progetto

PESCARA. «Lo solleviamo dall’incarico, gli diciamo statti a casa». Dice così, in un’intercettazione telefonica, Angelo Melchiorre, 61 anni, capo dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione di Bussi. Secondo forestale e procura, dalle telefonate spiate emerge il tentativo degli arrestati di togliere di mezzo tutti quelli che potevano dare «fastidio». Melchiorre e gli altri avrebbero voluto togliere l’incarico al presidente dell’aggregato 48, cioè un gruppo di condomini: una ritorsione perché proprio il presidente avrebbe voluto revocare l’affidamento dei lavori alla ditta Roscini. «Ci ha fatto la guerra» e «ci dà un fastidio bestiale», dicono anche l’ex colonnello Giampiero Piccotti, 80 anni, ideatore del Piano Abruzzo e l’imprenditore Angelo Riccardini, 55 anni di Gubbio. Melchiorre ne parla con un altro arrestato, Marino Scancella, 65 anni di Bussi, architetto incaricato della progettazione di un altro aggregato, il 30, e sono tutti d’accordo nel rimuovere il presidente: «No, lo solleviamo dall’incarico, gli diciamo statti a casa, no, ma senza assemblea», dice Melchiorre, «statti a casa, è decaduto, quindi, la signoria vostra può scrivere a chiunque ma lasci perdere perché rinominiamo un altro, uno così dovrebbe rispondere». Scancella risponde con una risata e dice: «Tu hai già trovato a sostituirlo». Melchiorre continua a dire che il presidente se ne deve andare: «No, lasci perdere, non si preoccupi visto che è decaduto, eh». E Scancella ride ancora. «Alla prossima assemblea nomineremo un nuovo presidente e basta. Mari’, hai capito». Melchiorre continua: «Guarda, lasciamo perdere ’sta tiritela che la prossima assemblea la facciamo noi e ti comunichiamo che, come ha fatto quello e quell’altro, i due terzi dell’assemblea comunica, a prescindere se ci sta il presidente e gli comunica che è decaduto e finito. Guarda che già l’abbiamo fatta la procedura, hai capito?».

Ma l’ordinanza racconta che il piano fallisce a causa di un fuoriprogramma: le perquisizioni. «Il proposito, che denota una loro capacità di incidere sulle altrui determinazioni, non si è realizzato solo perché a pochi giorni dall’accordo, sono state fatte le perquisizioni che hanno indotto gli indagati ad abbandonare il loro proposito più volte prospettato». (p.l.)

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