«Ciao papà, ti ameremo per sempre»

11 Luglio 2019

Il saluto dei due figli ai funerali del 41enne ucciso dal furgone, il dolore composto della moglie, la commozione della folla

MONTESILVANO. Centinaia di persone ma un silenzio surreale, rotto solo da qualche singhiozzo, dalle parole del sacerdote e dal suono dell’arpa che ha accompagnato la funzione. L’intero quartiere di Villa Carmine e tantissime persone provenienti da altre zone di Montesilvano e dalla vicina Città Sant’Angelo hanno assistito ancora incredule ai funerali di Cristian Passeri, l’imprenditore 41enne residente in via Vestina, morto tragicamente dopo essere rimasto schiacciato dal suo furgone che stava cercando di bloccare dopo che si era sfrenato. L’incidente, avvenuto domenica notte nelle campagne di Città Sant’Angelo, all’esterno della ditta Agrinotturno di cui Passeri era titolare, non ha lasciato scampo al giovane papà angolano. Passeri, sposato con Silvia Pelusi, era infatti padre di due bimbi piccoli, Rebecca e Jacopo, che pur non essendo presenti al funerale, hanno mandato un commovente messaggio audio trasmesso al termine della cerimonia: «Sei il nostro supereroe, ti ameremo per sempre».
Un supereroe che è stato però sopraffatto dall’istinto, come evidenziato dal sacerdote della chiesa Beata Vergine Maria del Monte Carmelo a Villa Carmine, don Valentino Iezzi. «C’è chi in questi giorni si chiede perché Cristian non abbia lasciato andare il suo furgone a schiantarsi da solo, evitando così questa tragedia», ha evidenziato il parroco. «Ma io sono certo che al suo posto avrei fatto la stessa cosa. È l’istinto che ci guida in certi casi, e lui ha provato a evitare che il suo mezzo raggiungesse la strada causando incidenti. Oggi ognuno di voi cerca un senso a questa tragedia, ma la cosa più stupida che possiamo pensare è che se ne vanno sempre i migliori. Questo non consola nessuno, la consolazione vera arriva solo da Dio a cui non dobbiamo dare la colpa di questo incidente».
Tantissime le persone che hanno affollato la chiesa e il piazzale esterno, dove era stato allestito un monitor e degli altoparlanti per consentire alla folla di amici e parenti di assistere alla funzione. Molte di queste hanno voluto prendere la parola sull’altare per un personale ricordo e saluto. Tra loro, oltre a zie e amici, anche la nipotina Zaira, che ha salutato commossa lo zio a nome suo e dell’altro nipote Yuri, mentre particolarmente toccante è stata la lettura di un biglietto scritto dallo stesso Cristian alla moglie e ai figli in occasione dell’ultimo San Valentino trascorso insieme: «Senza di voi sarei un pesce fuor d’acqua», le parole del 41enne. Al termine della cerimonia, oltre al saluto audio dei due bambini di Cristian, anche quello struggente della moglie Silvia: «Manterrò tutte le promesse che ti ho fatto in questi anni e avrò la forza di crescere i nostri figli da sola perché te lo devo per tutto quello che tu hai dato a noi». Infine, ad accompagnare l’ultimo viaggio dell’amatissimo padre, marito, amico, figlio e nipote montesilvanese, due brani musicali scelti da sua moglie Silvia, “Piccola Stella” di Ultimo, che recita “prometto di restarti accanto per sempre…sei la piccola stella che porto nei momenti in cui non ho luce”, e “Shallow” di Lady Gaga e Bradley Cooper. La tragedia che ha spezzato per sempre i sogni di Cristian è avvenuta intorno alle 23 di domenica notte, dopo il secondo scarico di grano effettuato da un trasportatore all’interno dei magazzini della Agrinotturno, la ditta che Cristian aveva ereditato da suo padre Achille, scomparso sette anni fa.
Non appena chiuso il cancello, Passeri si è accorto che il suo furgone si stava muovendo lentamente in direzione della discesa che porta al bivio di via Colle Macine con la strada provinciale per Elice. L'uomo ha quindi raggiunto di corsa il mezzo e ha tentato di entrare dalla portiera aperta, non riuscendoci. L'imprenditore montesilvanese si è trovato così bloccato tra il veicolo e il palo dell’illuminazione che si trova sul lato sinistro della strada, ed è rimasto schiacciato, morendo pochi istanti dopo.