Ciattè, premio speciale agli eroi anti-Covid

Riconoscimento a medici, infermieri, operatori socio-sanitari e volontari
PESCARA. «Durante l' emergenza abbiamo lavorato anche 18 ore al giorno, dimenticando di avere una vita fuori dall'ospedale. Siamo stanchi, sì. Oggi, però, siamo di nuovo pronti ad affrontare una nuova ondata della pandemia, ma confidiamo nel senso civico dei pescaresi».
Stanno per arrivare tempi ancora più difficili con i contagi in rapidissima risalita in tutto il mondo e, contemporaneamente, con la stagione dell'influenza alle porte. Lo sanno bene gli eroi delle corsie ospedaliere che ieri mattina, nel giorno che celebra il patrono San Cetteo, nel piazzale Michelucci dell'Aurum, hanno ricevuto i premi speciali per l'emergenza Covid durante la cerimonia, giunta alla 18ª edizione, per il conferimento degli 11 Ciattè d'Oro, due Ciattè alla Memoria, un Delfino d'Oro e una Benemerenza civica.
Ma i sanitari, medici, infermieri, personale della Protezione civile, hanno voluto ugualmente dare un segnale di speranza, come a dire: «Ce la faremo, ma dobbiamo tutti fare attenzione», alla platea contingentata, non più di 200 invitati, tra cui la folla di autorità istituzionali e militari, fra tutti il prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Il prestigioso riconoscimento va ogni anno alle personalità nel campo della cultura, imprenditoria, sport e arte, che danno lustro alla città e rilanciano la "pescaresità" nel mondo.
I premi Covid sono andati al presidente dell'Ordine dei Medici Maria Assunta Ceccagnoli, al manager Asl Vincenzo Ciamponi, al virologo Paolo Fazii, al presidente dell'Ordine degli Infermieri Irene Rosini, accompagnati da un pool sanitario composto da Rosa Maria Zocaro, Adelina Stella, Graziella Soldato, Stefania Campa, Maria Grazia Sulli, Matteo Primavera, Mattia Stillante, Gianluca Di Iorio, Elisa Di Tullio, Giusy Borgia, Diana Di Marco e l'infermiera Doyma. La Protezione civile rappresentata da Antonio Romano, Giovanni D'Alessandro, Filomena De Cristofaro, Katia Consorte, Francesco Valente, Raffaella De Massis.
Il Ciattè alla Memoria dell'ex allenatore di calcio Bruno Pace (morto nel 2018) è stato consegnato alla moglie Maria Cristina Gasperoni e ai figli Federico e Vittorio e Luca Di Silverio ha ritirato il premio di papà Franco, urologo allievo di Ulrico Bracci, e fondatore del museo Arti Contadine di Picciano scomparso 8 anni fa. I nomi sono scelti da una storica giuria di sette saggi: Luciana Vecchi, Claudio Palma, Fortunato Di Sipio, Domenico Cappuccilli, Piergiorgio Landini, Giovanni Visci, Michela De Amicis.
La manifestazione si è svolta nell'ambito del consiglio comunale solenne presieduto dal sindaco Carlo Masci, affiancato dal presidente del consiglio Marcello Antonelli, che ha aperto la seduta con queste riflessioni: «San Cetteo è fede, storia, tradizione. Nel giorno che per noi è una festa celebriamo l'operosità di pescaresi che hanno portato nel mondo la fierezza e l'orgoglio delle loro radici. Dietro il premio c'è il Dna di persone coraggiose, avrei voluto premiare uno ad uno gli uomini e le donne della sanità, sono tanti e li ringraziamo per ciò che fanno». E ha concluso con un «pensiero a coloro che non ci sono più». L'inno di Mameli e altri frammenti musicali classici curati dal soprano Chiara Tarquini accompagnata dal maestro Raffaele Di Berto, hanno dato il via all'evento presentato da Francesca Priore. Enio Barbarossa, fondatore nel 1976 della catena di negozi Acqua&Sapone, sparsi sul territorio nazionale, ha raccontato i 44 anni a capo di una attività «che ha saputo rinnovarsi con il tempo e nessun contagio registrato su 2500 dipendenti». Batte forte il cuore di Daniela Musini, attrice, scrittrice, drammaturga, interprete del Vate: «Sono emozionata come se non avessi esperienza di palcoscenico. Questo premio conferisce un'aura particolare al mio essere un po' ambasciatrice di D'Annunzio che ha colpito al cuore tutti i luoghi dove ho recitato, Kyoto, Cuba, Varsavia, Istambul, San Pietroburgo». Rosetana di origine, «devo a Pescara la mia formazione culturale».
Manuel Estiarte, il "Maradona della pallanuoto", classe 1961, nativo di Manresa, in Spagna, una moglie pescarese, Silvia, ama la città che lo ha adottato: «Qui ho trovato la felicità, la famiglia Marinelli mi ha adottato. Amo Pescara, città imperfetta, con le sue debolezze, talvolta grigia, crudele e invidiosa, ma con cui sono in debito». Mario Della Cioppa, questore a Catania, ex capo della squadra mobile a Pescara, ci tiene a ricordare il motto "Nu sem nu" per sottolineare il suo attaccamento alla città e a quella «piazza Duca che mi ha adottato». Augusto Di Luzio, presidente della Fondazione Paparella, ha dedicato il suo premio al professor Paparella Treccia «che nel 1996 donò alla città un patrimonio di ceramiche di Castelli custodite nel museo» di viale Regina Margherita. Carla Panzino, presidente di Adricesta, dedica il premio a "mio marito Giampiero che mi spinse al volontariato», ringrazia i figli Gianmarco e Alex, il «mio maestro Glauco Torlontano che mi insegnò tutto sulle cellule staminali», il pediatra Visci, il presidente del Tribunale Bozza, questura, carabinieri, polizia e finanza per il supporto all'associazione. Pierluigi Francini, a capo dell'azienda "Luigi D'Amico Parrozzo" rivela di conservare «un ricco epistolario tra mio nonno Luigi e D'Annunzio, tra il 1926 e il 1938». E «Amedeo Pomilio e Luigi D'Amico crearono il liquore Aurum e il panrozzo, tanto cari al Poeta». Giovanni De Benedictis, carabiniere ed ex olimpionico della marcia, bronzo alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, ricorda la «mamma di D'Annunzio, Maria Luisa, anche lei una De Benedictis». Nicola Bizzarri, divulgatore della musica polifonica con i cori che ha diretto in mezza Europa, ex docente al Manthonè, con la ex preside Luciana Vecchi ha fondato il coro degli Alpini. Manlio Cocchini, ex dirigente Fater e amministratore della Ico, Industria cartoni Ondulati, ha lanciato un messaggio ai giovani: «Il lavoro è cambiato, la pandemia ha impresso velocità alla digitalizzazione, ed è solo l'inizio».
Domenico Valente, presidente regionale di Italia Nostra ed ex direttore del Centro Servi culturali della Regione, originario di Canosa di Puglia, ha rimarcato di aver «difeso sempre la pescaresità nelle sue tradizioni, storia e antichità». Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale degli Italiani, si è materializzato in video dalla Versilia: «Amo Pescara da quando all'età di 19 anni giravo in città con una 500 rossa. D'Annunzio scriveva che Pescara è fatale, con Masci, Mascia e Sospiri stiamo lavorando a nuovi progetti».

