Ciocca, l’allievo del «gentiluomo» Federico Caffè

PESCARA. Pierluigi Ciocca, 77 anni, pescarese nato da famiglia di origine aquilana, studi a Chieti, Roma e Oxford, autorevole economista, direttore generale della Banca d’Italia dal 1995 al 2006, ha...
PESCARA. Pierluigi Ciocca, 77 anni, pescarese nato da famiglia di origine aquilana, studi a Chieti, Roma e Oxford, autorevole economista, direttore generale della Banca d’Italia dal 1995 al 2006, ha ricevuto il Delfino d’oro dalle mani del sindaco Marco Alessandrini.
«È un premio inaspettato» ha detto alla platea, l’economista laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1965, «ma fa piacere e solletica il narcisismo di chi lo riceve. È gratificante ricevere il riconoscimento nella città che mi ha dato i natali» il 17 ottobre 1941. Due anni dopo, la vita del piccolo Pierluigi, cambiò. Terminate le formalità, infatti, le rivelazioni: «Sono nato in Largo Scurti (“oggi piazza Muzii” precisa il presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli) in una casa che venne bombardata il 31 agosto 1943. Con la mia famiglia fummo costretti a sfollare all’Aquila e lasciare Pescara, ma con questa città il legame è sempre rimasto fortissimo e oggi si rinsalda».
La vita dell’economista si è svolta tra L’Aquila, Chieti dove ha studiato al liceo classico Gianbattista Vico; Roma dove ha frequentato la Sapienza e poi il ritorno a Pescara per un periodo perché il suo papà, il preside Ettore, trovò impiego all’istituto Tito Acerbo.
Di quegli anni, giovincello, ricorda le competizioni sportive allo stadio Adriatico: «Con i cento metri venivo stracciato da Giovanni Cornacchia». Ma un economista non può non ricordare il suo maestro, Federico Caffè: «Da questo gentiluomo ho appreso molto».
Nel 1967, Ciocca, vince una borsa di studio della Fondazione Einaudi di Torino, di cui erano membri tra gli altri, Federico Caffè, Francesco Forte, Piero Sraffa, Siro Lombardini e Franco Venturi. Nel biennio successivo sarà al Balliol College dell'Università di Oxford, dove studia sotto la supervisione di John Wright e Robin Matthews.
Il lavoro in Banca d’Italia gli ha offerto l’opportunità di studiare gli andamenti della vita economica della regione Abruzzo e della sua Pescara.
Dottor Ciocca, come stiamo messi? Non benissimo, a quanto pare. Fa una smorfia e tentenna, l’economista che oggi vive a Roma: «La ripresa è lenta, le imprese investono poco. Mi auguro che Pescara che riesca a far fronte a tutte le difficoltà che gli si parano davanti». (c.co.)

