Cir, smobilitazione generale: chiesto il Consiglio straordinario

TOCCO DA CASAURIA. I componenti del gruppo di opposizione Primavera toccolana, che fa capo a Rifondazione comunista – Riziero Zaccagnini e Vittorio Tarquinio – scrivono al sindaco Luciano Lattanzio,...
TOCCO DA CASAURIA. I componenti del gruppo di opposizione Primavera toccolana, che fa capo a Rifondazione comunista – Riziero Zaccagnini e Vittorio Tarquinio – scrivono al sindaco Luciano Lattanzio, in merito alla grave situazione di smobilitazione generale della Compagnia italiana rimorchi (Cir) e lo invitano a convocare, con sollecitudine, come lo stesso primo cittadino ha annunciato di voler fare, un tavolo istituzionale sulla delicata vertenza. Chiedono inoltre un Consiglio comunale straordinario, aperto alla partecipazione di tutte le istituzioni e i soggetti che possano dare un contributo utile ad affrontare la grave situazione del lavoro, dalla Regione ai parlamentari, dai sindacati a Confindustria, dalla Provincia ai sindaci.
«Tutto questo» dicono «per far emergere in modo chiaro «quali siano le reali possibilità d'intervento della politica. Finora» sottolineano Zaccagnini e Tarquinio «solo mezze notizie sulla Cir, ma lavoratori e cittadini devono conoscere ogni aspetto della vicenda». I due consiglieri alludono soprattutto alle notizie circolate su un possibile investitore, il cui nome sarebbe conosciuto solo degli organi istituzionali. Si chiedono inoltre perché, nessuno fra i politici locali, avesse previsto lo smantellamento totale di un opificio che a Tocco Casauria dava lavoro a circa 180 dipendenti oltre all'indotto, e come mai non sia stato tentato fino all'inverosimile di evitare una debacle di queste proporzioni. Il territorio di questa parte della Val Pescara ha subìto una grave ferita con la chiusura della Cir: ci sono capi famiglia rimasti senza lavoro e sono tangibili le conseguenze di un impoverimento di attività e di relazioni sociali.
«L'epilogo della crisi Cir ex- Merker» scrivono Zaccagnini e Tarquinio «con l'annunciato smantellamento degli impianti, non può essere in alcun modo un esito imprevisto da nessuno di coloro che, in questi anni, abbiano seguito la vertenza. Chi dovesse mostrarsi stupito di quel che sta accadendo tradirebbe una propensione alla fuga dai problemi di memoria pilatesca. Oggi è tempo» proseguono i consiglieri «che da una parte emergano, se vi sono davvero, le proposte decantate nei vari incontri dalla Regione per voce del vice presidente Lolli; dall'altra, che si chiariscano le possibilità per le istituzioni di progettare un futuro differente per lo stabilimento. Riteniamo in questo momento inutile polemizzare semplicemente sulle modalità con cui la crisi Cir è stata gestita, mentre importante» chiudono i rappresentati di Primavera Toccolana «ci sembra creare, se ve ne sono le condizioni, una sinergia che guardi all'immediato e soprattutto al futuro». (w.te.)
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