Città sorvegliata in tempo reale: sono in funzione 332 telecamere

12 Novembre 2021

Inaugurato ieri dal sottosegretario Molteni, il nuovo sistema è tra i più all’avanguardia d’Italia Consente anche di cercare, tra le immagini in diretta, oggetti e persone con caratteristiche precise

PESCARA. È l’emblema della tecnologia, in Italia c’è poco o niente a questo livello. È già operativa e ieri è stata inaugurata alla presenza delle autorità, la control room, che vuol dire stanza di controllo: da quella sala, che si trova in via del Circuito, nell’edificio che in passato ha ospitato l’ex Onmi e la polizia municipale, si controllano le 332 telecamere intelligenti che registrano ciò che avviene in città, «dal centro alla periferia, partendo dai punti di accesso a Pescara», ha detto con entusiasmo il sindaco Carlo Masci davanti al sottosegretario del ministero dell’Interno Nicola Molteni, che ha portato in città l’annuncio di altri fondi del ministero per finanziare sistemi di questo tipo, 27 milioni per tutto il Paese.
L’impianto tecnologico di cui si è dotato Pescara, che è assolutamente all’avanguardia, «addirittura più avanzato rispetto alla legislazione vigente», ha sottolineato l’assessore Adelchi Sulpizio, non si limita solo a registrare perché, ad esempio, lancia degli alert in tempo reale se si verificano degli episodi criminosi. «È come avere 332 agenti sparsi sulla città che, quindi, la controllano, parlano tra loro e dialogano con il sistema centrale», ha aggiunto Masci traducendo in termini pratici questa «iniziativa di grandissima qualità, il nostro fiore all’occhiello che fa fare a Pescara un balzo in avanti notevolissimo» e consente di dire che «è stato rispettato l’impegno con gli elettori» sul fronte della sicurezza.
Da quella stanza con i videowall che è appena entrata nel patrimonio della polizia municipale e con le 332 telecamere in funzione, «si garantiscono la prevenzione e la repressione ma anche la coesione tra le forze dell’ordine», considerato che accedono alle immagini anche le forze di polizia.
Dalle riprese, in diretta o registrate (nell’ultima settimana) si possono estrarre eventi o oggetti di interesse. Un esempio su tutti? Lo ha fatto Domenico Conte, project manager che ha seguito la realizzazione dell’impianto. In caso di scippo a piazza Salotto messo a segno da un uomo con una maglia verde, si può eseguire la ricerca sui filmati di quella piazza fissando come criteri sia l’uomo che la maglietta verde, così come ci si può concentrare su caratteristiche di altro tipo, ad esempio un’auto che procede a velocità elevata, una persona che indossa un cappello o la mascherina, per dirne alcune, arrivando a vedere nitidamente l’immagine che si cerca. Nel sistema sono state inserite anche delle soglie di allarme, per cui vengono segnalate automaticamente alla control room, ad esempio, l’abbandono e la rimozione di oggetti.
In questo progetto per la sicurezza, costato un milione e 404 mila euro, il ministero dell’Interno ha investito 900 mila euro, ha fatto presente il sottosegretario ricordando che è partito tutto all’epoca del ministro Minniti. «Un progetto virtuoso e di qualità che rispetta la privacy e permette di toccare con mano la sinergia e la leale collaborazione tra istituzioni, tra Stato ed enti locali, dimostrando che il sistema Stato funziona. L’occhio elettronico è fondamentale», ha aggiunto, «ma lo è anche l’occhio umano e c’è l’impegno ad implementare le forze di polizia e a riformare la polizia locale», ha proseguito alla presenza degli uomini e delle donne del comando di Pescara, coordinati dal comandante Danilo Palestini. Ha parlato della «capacità di fare squadra» che si concretizza su questo territorio anche il prefetto Giancarlo Di Vincenzo sottolineando che Pescara «dimostra di guardare avanti», con questo intervento, e mentre la città «cresce e si trasforma, continua il lavoro sulla sicurezza urbana ma anche il monitoraggio, ad esempio, sui trasferimenti di attività commerciali e di immobili e anche sul Superbonus».
Con il taglio del nastro, alla presenza del procuratore Anna Rita Mantini, di assessori e consiglieri comunali e regionali e del segretario regionale della Lega Luigi D’Eramo, si chiude una pagina lunga due anni, quella della fase preparativa, ha detto Sulpizio. Questo lo rende «triste» ma c’è la soddisfazione di affidare «alle forze dell’ordine un “giocattolino” che è l’impianto più avanzato d’Italia e che abbiamo realizzato dopo aver girato il paese».