Cittadini di nuovo in piazza «Salviamo il San Massimo»

28 Giugno 2017

Domani corteo a Pescara organizzato dal comitato che conta 2.800 adesioni Partenza con due pullman alle 15. «Ci venga restituito il diritto alla salute»

PENNE. L'area vestina si mobilita in difesa dell'ospedale San Massimo di Penne. È in particolare il comitato "Salviamo l'ospedale di Penne" a essersi fatto promotore di una maxi iniziativa di protesta in programma domani alle 16,30 a Pescara.
Il movimento popolare, che è nato su Facebook e conta già oltre 2.800 seguaci, ha invitato tutti i sindaci del territorio vestino, e tutti i cittadini a partecipare al corteo che dalla stazione di Pescara raggiungerà la prefettura.
«A Penne non si nasce più, anzi spesso si muore aspettando un'ambulanza che ti conduca negli affollati corridoi dell'ospedale di Pescara», spiega la rappresentante legale del comitato, l’avvocato Natalia Morricone, «chiediamo a tutti i cittadini dell'area vestina di manifestare e di chiedere a gran voce che ci venga restituito il diritto alla salute come per i cittadini delle aree metropolitane».
«Il nostro comitato», aggiunge la rappresentante del movimento di protesta, «nasce dall'esigenza del popolo vestino di tutelare i diritti di tutti, indifferentemente dal colore politico e dal ceto sociale. Noi lottiamo per far sì che il popolo torni anch'esso a lottare, per il futuro di generazioni che rischiano di perdere i loro diritti, tra i quali quelli sanciti dall'articolo 32 della Costituzione».
Il corteo partirà alle 16,30 dalla stazione di Pescara e si concluderà dinanzi al palazzo della prefettura. Ma già alle 15 è stato fissato il ritrovo a Penne, nel parcheggio dinanzi al mercato coperto, per poter partire con i due pullman messi a disposizione dal comitato. Gli organizzatori della manifestazione, sostenuti più o meno da quasi tutti i sindaci dell'area vestina, non hanno voluto fare una previsione del numero dei partecipanti, ma la speranza è che partecipi tantissima gente, molta di più di quella che prese parte ai cortei degli anni passati. «Noi parteciperemo senza dubbio, il tema della sanità dell'area Vestina è una delle nostre priorità. Saremo presenti e combattivi a fianco ai cittadini di Penne e di tutti gli abitanti dei paesi limitrofi», è il commento del sindaco di Penne Mario Semproni e dell'assessore alla sanità Pina Tulli.
Dura la presa di posizione del sindaco di Picciano Enzo Catani. «Chiediamo con forza», afferma, «la revoca dell'atto aziendale per gli accorpamenti dei reparti, perché questo porterà alla chiusura dell'ospedale. Difenderemo in tutti i modi il San Massimo. L'auspicio è che il governatore e l'assessore alla sanità regionale ripensino il futuro dell'ospedale San Massimo. L'area vestina è un'area di persone anziane, togliere l'ospedale di Penne significherebbe arrecarle un colpo mortale».
A Penne e in tutti i piccoli centri del l'entroterra vestino c'è il timore che il ricorso al Tar presentato dall'amministrazione comunale di Penne venga respinto e che, a partire dall’anno nuovo, Regione e Asl avviino il passaggio del San Massimo, di Penne, da ospedale di base ad ospedale di area disagiata.
Una riduzione che comporterebbe l'accorpamento dell'area medica, già peraltro programmata provvisoriamente per i mesi di luglio e agosto, e una perdita pesante di posti letto: dagli attuali 85 ai 36 programmati dal riordino. Per tutto il comprensorio vestino è assai pressante anche l'esigenza di avere un pronto soccorso efficiente e che riesca a fronteggiare le possibili emergenze in tutte le zone, soprattutto quelle più vicine alla montagna. A Penne c'è solo un'ambulanza medicalizzata e quando questa è già fuori aumenta il rischio di ritardi e perdite tempo. Raggiungere determinate zone pedemontane, in modo particolare nei mesi invernali, è assai più complicato che in altre zone della provincia di Pescara. L'area vestina conta una viabilità disastrata e martoriata da un dissesto idrogeologico gravissimo.
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